Discussioni sulla Storia
 

African-americans

ADPUF 4 Ott 2017 18:37
Sentivo oggi alla ra***** (Ra*****3 Fahre ore 15) la tesi di una
stu*****sa di cui non ricordo il nome secondo cui gli
african-americans discendono solo da *giovani* schiavi (i
vecchi non venivano commercializzati).

Ciò avrebbe prodotto una cultura dove manca l'apporto degli
anziani e spiegherebbe certe caratteristiche "medie" di
tale "gruppo statistico".

Vorrei cercare in Rete qualcosa di più, mi pare che la stu*****sa
fosse figlia o moglie di un personaggio noto, ma proprio non
mi viene in mente il nome, mi spiace.


--
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Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
Maurizio Pistone 4 Ott 2017 20:57
ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> wrote:

> Sentivo oggi alla ra***** (Ra*****3 Fahre ore 15) la tesi di una
> stu*****sa di cui non ricordo il nome secondo cui gli
> african-americans discendono solo da *giovani* schiavi (i
> vecchi non venivano commercializzati).

questo è perfettamente comprensibile, aggiungendo il fatto che gli
anziani non avrebbero probabilmente retto il viaggio

credo che sia caratteristica di tutti i mercanti di schiavi puntare su
soggetti giovanissimi, bambini o adolescenti, in quanto sono più facili
da trasportare e da controllare, e rappresentano un miglior investimento
per il futuro

> Ciò avrebbe prodotto una cultura dove manca l'apporto degli
> anziani e spiegherebbe certe caratteristiche "medie" di
> tale "gruppo statistico".

resta da capire che cosa intenda quella stu*****sa per "giovani", in molte
società primitive (anche nella nostra antica, soprattutto in momenti di
grave crisi) i trent'anni sono già l'inizio di un rapido declino fisico

ma questo non vuol dire necessariamente che la cultura ignori l'apporto
degli anziani, i quali sono tradizionalmente tanto più preziosi quanto
più sono rari; siamo noi, oppressi dal peso sociale di una massa di
vecchi che non si decidono a togliere il disturbo, a svaluarne
l'importanza sociale e culturale

credo che nel caso degli schiavi conti molto di più il fattto che nella
società schiavista non esiste una vera famiglia, i bambini vengono
strappati prestissimo ai genitori e impiegati nel lavoro o venduti, la
trasmissione della cultura tra le generazoini è necessariamente molto
sommaria o del tutto assente

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
abc 5 Ott 2017 09:56
Il 04/10/2017 18.37, ADPUF ha scritto:
> Sentivo oggi alla ra***** (Ra*****3 Fahre ore 15) la tesi di una
> stu*****sa di cui non ricordo il nome secondo cui gli
> african-americans discendono solo da *giovani* schiavi (i
> vecchi non venivano commercializzati).
>
> Ciò avrebbe prodotto una cultura dove manca l'apporto degli
> anziani e spiegherebbe certe caratteristiche "medie" di
> tale "gruppo statistico".
>
> Vorrei cercare in Rete qualcosa di più, mi pare che la stu*****sa
> fosse figlia o moglie di un personaggio noto, ma proprio non
> mi viene in mente il nome, mi spiace.
>
>

Era Matilde Cumo (anche se lo stu*****so la chiama "Marisa") moglie
dell'ex governatore dello stato di New York, Mario Cuomo

Si ascolta dal minuto 26' 40''
qui:
http://www.fahrenheit.rai.it/dl/portaleRa*****/media/ContentItem-36fe056d-5151-4feb-beda-a46ffeb3bfef.html#p=0
abc 5 Ott 2017 09:59
Il 05/10/2017 09.56, abc ha scritto:
> Il 04/10/2017 18.37, ADPUF ha scritto:
>> Sentivo oggi alla ra***** (Ra*****3 Fahre ore 15) la tesi di una
>> stu*****sa di cui non ricordo il nome secondo cui gli
>> african-americans discendono solo da *giovani* schiavi (i
>> vecchi non venivano commercializzati).
>>
>> Ciò avrebbe prodotto una cultura dove manca l'apporto degli
>> anziani e spiegherebbe certe caratteristiche "medie" di
>> tale "gruppo statistico".
>>
>> Vorrei cercare in Rete qualcosa di più, mi pare che la stu*****sa
>> fosse figlia o moglie di un personaggio noto, ma proprio non
>> mi viene in mente il nome, mi spiace.
>>
>>
>
> Era Matilde Cumo (anche se lo stu*****so la chiama "Marisa") moglie
> dell'ex governatore dello stato di New York, Mario Cuomo
>
> Si ascolta dal minuto 26' 40''
> qui:
>
http://www.fahrenheit.rai.it/dl/portaleRa*****/media/ContentItem-36fe056d-5151-4feb-beda-a46ffeb3bfef.html#p=0

>

Matilda Cuomo (prima di sposarsi, Matilda Raffa)
Michele 5 Ott 2017 10:12
Il 04/10/2017 20.57, Maurizio Pistone ha scritto:
> ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> wrote:

>
> credo che nel caso degli schiavi conti molto di più il fattto che nella
> società schiavista non esiste una vera famiglia, i bambini vengono
> strappati prestissimo ai genitori e impiegati nel lavoro o venduti, la
> trasmissione della cultura tra le generazoini è necessariamente molto
> sommaria o del tutto assente
>

A mio parere il punto non è quello, quanto il fatto che nella società
schiavista il padre ha poche o nessuna responsabilità. La madre è
necessaria per allevare il figlio, ma comunque è il padrone che si
accerta che lei e il bambino abbiano da mangiare; non è il padre che
porta a casa la pagnotta. Se padre e madre vengono venduti
separatamente, il figlio resta ovviamente con la madre. Aggiungi che in
alcuni casi questa situazione si veniva a sovrapporre con tradizioni
africane non troppo dissimili, anche se in alcune di esse il ruolo del
padre veniva colmato dalla presenza di uno zio materno.
Il risultato è una cultura in cui per un uomo, avere un figlio non
necessariamente significa doversene occupare.

Tornando alla questione degli anziani, ho qualche dubbio sulla loro
assenza o insignificanza oggi. E' interessante osservare che, sempre a
causa del sistema schiavistico, succedeva che una giovane donna, appena
svezzato il figlio o quasi, venisse rispedita a raccogliere il cotone,
mentre il bambino veniva cresciuto da una vecchia non più abile al
lavoro nei campi, magari la nonna. Questa situazione è talvolta
replicata ancora oggi. Il padre non c'è, la madre lavora o magari non
c'è neanche lei, e i figli vengono in realtà allevati dalla nonna.

---
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Bhisma 5 Ott 2017 10:32
Michele wrote:

> Tornando alla questione degli anziani, ho qualche dubbio sulla loro
> assenza o insignificanza oggi. E' interessante osservare che, sempre
> a causa del sistema schiavistico, succedeva che una giovane donna,
> appena svezzato il figlio o quasi, venisse rispedita a raccogliere il
> cotone, mentre il bambino veniva cresciuto da una vecchia non più
> abile al lavoro nei campi, magari la nonna. Questa situazione è
> talvolta replicata ancora oggi

Certo. Ma questo attiene al crearsi di una società schiavistica dopo
l'importazione, mi sembra.
L'idea di partenza, e cioè che cacciatori, mercanti, acquirenti di
schiavi privilegiassero "merce" giovane -- o al limite nel pieno della
maturità -- mi sembra piuttosto realistica, anche senza fare controlli
Bhisma 5 Ott 2017 10:38
Bhisma wrote:

> L'idea di partenza, e cioè che cacciatori, mercanti, acquirenti di
> schiavi privilegiassero "merce" giovane -- o al limite nel pieno della
> maturità -- mi sembra piuttosto realistica, anche senza fare controlli

Noto di passata che questa situazione mi sembra rendere conto del modo
in cui si conservano elementi della cultura africana originaria nelle
successive tradizioni afro-americane, tipo ad esempio candomblé:
esistono chiare connotazioni di questo tipo, ma sembra si tratti di
ricordi relativamente deboli, confusi e pesantemente contaminati, come
ci si potrebbe aspettare da una cultura in cui gli anziani, i reali
detentori della tradizione orginaria, sono assenti tra i deportati.
Maurizio Pistone 5 Ott 2017 17:03
Bhisma <af.bhisma@gmail.com> wrote:

> Noto di passata che questa situazione mi sembra rendere conto del modo
> in cui si conservano elementi della cultura africana originaria nelle
> successive tradizioni afro-americane, tipo ad esempio candomblé:
> esistono chiare connotazioni di questo tipo, ma sembra si tratti di
> ricordi relativamente deboli, confusi e pesantemente contaminati, come
> ci si potrebbe aspettare da una cultura in cui gli anziani, i reali
> detentori della tradizione orginaria, sono assenti tra i deportati.

ho in genere l'impressione che sulle origini propriamente africane della
cultura afroamericana ci sia un po' di esagerazione per motivazioni
ideologiche; per esempio non mi ha mai convinto che le blue notes del
jazz siano un'eredità diretta della musica africana ecc.

--
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Bhisma 5 Ott 2017 17:43
Maurizio Pistone wrote:

> ho in genere l'impressione che sulle origini propriamente africane
> della cultura afroamericana ci sia un po' di esagerazione per
> motivazioni ideologiche; per esempio non mi ha mai convinto che le
> blue notes del jazz siano un'eredità diretta della musica africana
> ecc.

Non pensavo certo a quello.
Pensavo appunto a religioni e culti tradizionali, alle divinità del
candomblè, vodoo eccetera. Per altri motivi in questi giorni mi sto
guardando il culto di Yemanja nel Nordeste del Brasile, per esempio.

L'origine africana mi pare indubitabile.
Bhisma 5 Ott 2017 18:00
Michele wrote:

> Aggiungi che in alcuni casi questa situazione si veniva a sovrapporre
> con tradizioni africane non troppo dissimili

Mi viene in mente un romanzo di uno scrittore africano (mi *pare*,
accidenti alla mia memoria, sia "Il crollo" di Chinoa Akebe, un
romanziere nigeriano, ovrebbe essere stato scritto negli anni '60 )
dove viene presentata la cultura tradizionale di quel popolo, o mrglio
di un'etnia nigeriana, agli inizi del '900.
SIamo in un momento di transizione, l'uomo bianco è già presente, ma
valori e costumi indigeni sono ancora quasi del tutto quelli antichi.
Una cosa che mi aveva colpito, è che nel libro un uomo viveva
solitamente solo, nella sua propria capanna.
Aveva di norma più mogli, ognuna delle quali formava un nucleo
familiare a sé coi propri figli e viveva separatamente dalle altre (ora
non ricordo bene se anche una suocera rimasta vedova, una sorella
nubile senza più madre e simili potevano andare a stare con la loro
figlia o sorella sposata).
Il ruolo dell'uomo, oltre a fornire da mangiare e risorse alle proprie
mogli e figli era quello di una generica "supervisione" di questi
nuclei familiari. Ogni tanto andava "in visita" e basta là.
Più un uomo era rispettato e ricco, più bestiame eccetera aveva, più
nuclei familiari di questo tipo formava.
Maurizio Pistone 5 Ott 2017 22:58
Bhisma <af.bhisma@gmail.com> wrote:

> Una cosa che mi aveva colpito, è che nel libro un uomo viveva
> solitamente solo, nella sua propria capanna.
> Aveva di norma più mogli, ognuna delle quali formava un nucleo
> familiare a sé coi propri figli e viveva separatamente dalle altre (ora
> non ricordo bene se anche una suocera rimasta vedova, una sorella
> nubile senza più madre e simili potevano andare a stare con la loro
> figlia o sorella sposata).

credo che fosse una situazione normale anche in altre zone dell'Africa
dove era pratica comune la poligamia, per esempio mi risulta che fosse
così presso gli Oromo in Etiiopia

naturalmente questo valeva per gli uomini dotati di una sufficiente
ricchezza per comprare diverse mogli, gli altri...

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Bhisma 6 Ott 2017 12:08
Maurizio Pistone wrote:

> credo che fosse una situazione normale anche in altre zone dell'Africa
> dove era pratica comune la poligamia, per esempio mi risulta che fosse
> così presso gli Oromo in Etiiopia

Certo la poligamia non è una rarità.
Quello che mi aveva colpito era l'assetto diciamo così
pluri-nucleatofamiliare che aveva assunto in Nigeria.
Quanto agli Oromo, confesso di saperne nulla :)
Ho dovuto googlare solo per capire che una volta erano chiamati
"Galla". (e questo secondo nome qualcosina invece me la dice. Adua etc.)
Però, non erano cristiani copti pure loro?
Come conciliavano la cosa con la poligamia?
Bhisma 6 Ott 2017 12:13
Bhisma wrote:

> Mi viene in mente un romanzo di uno scrittore africano (mi pare,
> accidenti alla mia memoria, sia "Il crollo" di Chinoa Akebe, un
> romanziere nigeriano, ovrebbe essere stato scritto negli anni '60 )
> dove viene presentata la cultura tradizionale di quel popolo, o mrglio
> di un'etnia nigeriana, agli inizi del '900.

Correggo. E' "La freccia di ******* . L'autore è sempre quello, ma la
grafia corretta del nome è Chinua Achebe.
Maurizio Pistone 6 Ott 2017 15:46
Bhisma <af.bhisma@gmail.com> wrote:

> Certo la poligamia non è una rarità.
> Quello che mi aveva colpito era l'assetto diciamo così
> pluri-nucleatofamiliare che aveva assunto in Nigeria.
> Quanto agli Oromo, confesso di saperne nulla :)
> Ho dovuto googlare solo per capire che una volta erano chiamati
> "Galla". (e questo secondo nome qualcosina invece me la dice. Adua etc.)
> Però, non erano cristiani copti pure loro?
> Come conciliavano la cosa con la poligamia?

le mie informazioni si fermano a metà Ottocento... I Galla erano
politeisti, ma stava avanzando rapidamente l'islamismo

dal punto di vista dei Galla, gli Amhara copti erano gli imperialisti, i
conquistatori; questi d'altra parte li consideravano rozzi selvaggi,
buoni solo per fare gli schiavi

il termine Oromo si usava già allora; oggi il nome Galla è bandito dal
politically correct, in quanto connotato come segno di inferiorità

oggi gli Oromo sono l'etnia prevalente in Etiopia, ma il potere è ancora
prevalentemente in mano Amhara; gli Oromo sono almeno per metà musulmani

quando in Etiopia prese potere il Derg, vi fu un lungo periodo di
terrore, una vasta persecuzione che colpì soprattutto i ceti
intellettuali e la chiesa copta; oltre alle motivazioni politiche, si
deve anche considerare il fatto che i dirigenti del Derg, a partire dal
Presidente Mengistu Haile Mariam, erano in gran parte di origine Oromo,
ed avevano una vecchia ruggine con la dinastia di Hailé Selassié e tutta
l'aristocrazia cristiana

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Bhisma 6 Ott 2017 19:59
Maurizio Pistone wrote:

> il termine Oromo si usava già allora; oggi il nome Galla è bandito dal
> politically correct, in quanto connotato come segno di inferiorità

Vedo. Ho dato un'occhiatina.

Sinceramente, prima di questa messa a punto pensavo confusamente che
"Galla" fosse una denominazione piuttosto onorevole.
Forti combattenti, potenti capi militari, principesse etc...

Ecco giudicio uman come spesso erra :-D
ADPUF 7 Ott 2017 20:01
Bhisma 12:08, venerdì 6 ottobre 2017:
> Maurizio Pistone wrote:
>
>> credo che fosse una situazione normale anche in altre zone
>> dell'Africa dove era pratica comune la poligamia, per
>> esempio mi risulta che fosse così presso gli Oromo in
>> Etiiopia
>
> Certo la poligamia non è una rarità.
> Quello che mi aveva colpito era l'assetto diciamo così
> pluri-nucleatofamiliare che aveva assunto in Nigeria.
> Quanto agli Oromo, confesso di saperne nulla :)
> Ho dovuto googlare solo per capire che una volta erano
> chiamati "Galla". (e questo secondo nome qualcosina invece me
> la dice. Adua etc.) Però, non erano cristiani copti pure
> loro? Come conciliavano la cosa con la poligamia?


Beh, la cosa non è difficile: una moglie "ufficiale" e tante
concubine in un harem (c'era anche prima degli Ottomani).

La moglie e una parte delle concubine erano legami "combinati"
tra famiglie importanti, altri erano legami di volontà
dell'uomo.

Ovviamente è un regime "costoso"... alla portata di pochi.


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ADPUF 7 Ott 2017 20:01
abc 09:59, giovedì 5 ottobre 2017:
> Il 05/10/2017 09.56, abc ha scritto:
>> Il 04/10/2017 18.37, ADPUF ha scritto:
>>> Sentivo oggi alla ra***** (Ra*****3 Fahre ore 15) la tesi di
>>> una stu*****sa di cui non ricordo il nome secondo cui gli
>>> african-americans discendono solo da *giovani* schiavi (i
>>> vecchi non venivano commercializzati).
>>>
>>> Ciò avrebbe prodotto una cultura dove manca l'apporto degli
>>> anziani e spiegherebbe certe caratteristiche "medie" di
>>> tale "gruppo statistico".
>>>
>>> Vorrei cercare in Rete qualcosa di più, mi pare che la
>>> stu*****sa fosse figlia o moglie di un personaggio noto, ma
>>> proprio non mi viene in mente il nome, mi spiace.
>>>
>>>
>> Era Matilde Cumo (anche se lo stu*****so la chiama "Marisa")
>> moglie dell'ex governatore dello stato di New York, Mario
>> Cuomo
>>
>> Si ascolta dal minuto 26' 40''
>> qui:
>>
http://www.fahrenheit.rai.it/dl/portaleRa*****/media/ContentItem-36fe056d-5151-4feb-beda-a46ffeb3bfef.html#p=0
>>
>
> Matilda Cuomo (prima di sposarsi, Matilda Raffa)


Proprio lei, Grazie mille!


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Maurizio Pistone 7 Ott 2017 22:24
ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> wrote:

> Beh, la cosa non è difficile: una moglie "ufficiale" e tante
> concubine in un harem (c'era anche prima degli Ottomani).

dove c'è la poligamia, non sempre c'è una moglie "ufficiale", anzi,
possono essercene diverse

la tradizione islamica ammette quattro mogli "ufficiali"(*) oltre a
tante concubine quante il padrone si può permettere

invece l'harem, cioè un regime di totale segregazione, non appartiene
necessariamente alla poligamia; l'uso di molte tribù africane, il
padrone che vive solo in una capanna, circondato dalle capanne delle
mogli, non esclude che queste ultime possano avere una qualche vita
sociale nel villaggio

====

(*) il limite di quattro mogli è dato da Maometto stesso; ma per
speciale concesione di Allah, lui stesso si sottrasse a questo limite,
riservandosi un numero ben maggiore di mogli, oltre ad un discreto
numero di schiave

http://wikiislam.net/wiki/Lista_delle_mogli_e_concubine_di_Maometto

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
bruno.rubattino@gmail.com 8 Ott 2017 19:55
Esistono Studi o ricerche sulla memoria di schiavi afroamericani?
ADPUF 8 Ott 2017 22:03
bruno.rubattino@gmail.com 19:55, domenica 8 ottobre 2017:

> Esistono Studi o ricerche sulla memoria di schiavi
> afroamericani?


Non credo che ce ne siano molti, *qui* .

Negli USA, probabilmente a bizzeffe.


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ADPUF 8 Ott 2017 22:07
Maurizio Pistone 22:24, sabato 7 ottobre 2017:
> ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> wrote:
>
>> Beh, la cosa non è difficile: una moglie "ufficiale" e tante
>> concubine in un harem (c'era anche prima degli Ottomani).
>
> dove c'è la poligamia, non sempre c'è una moglie "ufficiale",
> anzi, possono essercene diverse


Rispondevo a chi chiedeva come si fa dove vige la monogamia
(cristianesimo e non so chi altro)


> la tradizione islamica ammette quattro mogli "ufficiali"(*)
> oltre a tante concubine quante il padrone si può permettere


Penso (congetturo) che fu una limitazione a un regime
precedente più permissivo.


> invece l'harem, cioè un regime di totale segregazione, non
> appartiene necessariamente alla poligamia; l'uso di molte
> tribù africane, il padrone che vive solo in una capanna,
> circondato dalle capanne delle mogli, non esclude che queste
> ultime possano avere una qualche vita sociale nel villaggio


La segregazione diviene necessaria dove la paternità deve
essere certa e inequivocabile.


> ====
>
> (*) il limite di quattro mogli è dato da Maometto stesso; ma
> per speciale concesione di Allah, lui stesso si sottrasse a
> questo limite, riservandosi un numero ben maggiore di mogli,
> oltre ad un discreto numero di schiave
>
>
http://wikiislam.net/wiki/Lista_delle_mogli_e_concubine_di_Maometto


"Siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale."


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Maurizio Pistone 8 Ott 2017 23:01
ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> wrote:

> La segregazione diviene necessaria dove la paternità deve
> essere certa e inequivocabile.

questo è indipendente dalla mono/poligamia

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
DRosa@teikyopost.edu 10 Ott 2017 01:52
On Wednesday, October 4, 2017 at 12:35:10 PM UTC-4, ADPUF wrote:
> Sentivo oggi alla ra***** (Ra*****3 Fahre ore 15)

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Negro_Family:_The_Case_For_National_Action

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Negro_Family:_The_Case_For_National_Action#Counter-response
Maurizio Pistone 10 Ott 2017 07:56
<DRosa@teikyopost.edu> wrote:

> https://en.wikipedia.org/wiki/The_Negro_Family:_The_Case_For_National_Acti
> on
>
>
>https://en.wikipedia.org/wiki/The_Negro_Family:_The_Case_For_National_A
>ction#Counter-response
>

le conseguenze sulle nuove generazioni di una famiglia disgregata sono
molto forti sul piano dell'istruzione; una madre abbandonata con i figli
avrà enormi difficoltà a seguire i figli nel percorso scolastico

è così da noi, dove l'istruzione è quasi esclusivamente pubblica,
figuriamoci in America, dove l'istruzione è prevalentemente privata, e
iscriversi alle scuole statali significa ricevere un marchio di
inferiorità sociale e culturale che rimarrà per tutta la vita

naturalmente parlo di una condizione di disgregazione e abbandono subita
dalle madri, non parlo di separazioni accettate consensualmente, che in
genere hanno un ampio sistema di tutele

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
DRosa@teikyopost.edu 10 Ott 2017 15:22
On Tuesday, October 10, 2017 at 1:56:50 AM UTC-4, Maurizio Pistone wrote:
> <DRosa@teikyopost.edu> wrote:
>
>> https://en.wikipedia.org/wiki/The_Negro_Family:_The_Case_For_National_Action
>>
>>
>
>https://en.wikipedia.org/wiki/The_Negro_Family:_The_Case_For_National_Action#Counter-response
>>
>
> le conseguenze sulle nuove generazioni di una famiglia disgregata sono
> molto forti sul piano dell'istruzione; una madre abbandonata con i figli
> avrà enormi difficoltà a seguire i figli nel percorso scolastico
>
> è così da noi, dove l'istruzione è quasi esclusivamente pubblica,
> figuriamoci in America, dove l'istruzione è prevalentemente privata, e
> iscriversi alle scuole statali significa ricevere un marchio di
> inferiorità sociale e culturale che rimarrà per tutta la vita

Negli Stati Uniti l'istruzione è prevalentemente pubblica. La grande
differenza è tra le scuole pubbliche delle grandi città e quelle degli
sobborghi--un fenomeno che si è stabilito durante gli ultimi 40 anni.
Jinx 12 Ott 2017 13:15
Il giorno venerdì 6 ottobre 2017 12:08:49 UTC+2, Bhisma af.bhisma ha scritto:
> Maurizio Pistone wrote:
>
>> credo che fosse una situazione normale anche in altre zone dell'Africa
>> dove era pratica comune la poligamia, per esempio mi risulta che fosse
>> così presso gli Oromo in Etiiopia
>
> Certo la poligamia non è una rarità.
> Quello che mi aveva colpito era l'assetto diciamo così
> pluri-nucleatofamiliare che aveva assunto in Nigeria.
> Quanto agli Oromo, confesso di saperne nulla :)
> Ho dovuto googlare solo per capire che una volta erano chiamati
> "Galla". (e questo secondo nome qualcosina invece me la dice. Adua etc.)
> Però, non erano cristiani copti pure loro?
> Come conciliavano la cosa con la poligamia?

bisogna saper leggere . In Nigeria vale più il matriarcato che il patriarcato,
tanto è vero che spesso viene considerato padre lo zio fratello della madre.
Generalmente nelle culture tradizionali africane su base agricola, si considra
il clan piuttosto che la famiglia, e la trasmissione del cognome avviene per via
materna. Mentre in Africa orientale sono prevalenti culture pastorali
influenzate dai semiti che sono notoriamente patriarcali, e li si può parlare
di politeismo su base patriarcale.
Arduino 13 Ott 2017 14:17
ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> ha scritto:


> Ovviamente è un regime "costoso"... alla portata di pochi.

Bastava avere bestiame e terreni, a lavorare erano le donne, mica il
bellimbusto;)))


--
Arduino d'Ivrea
ADPUF 13 Ott 2017 16:36
Arduino 14:17, venerdì 13 ottobre 2017:
> ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> ha scritto:
>
>> Ovviamente è un regime "costoso"... alla portata di pochi.
>
> Bastava avere bestiame e terreni, a lavorare erano le donne,
> mica il bellimbusto;)))


Devi anche pagare le guardie, e le guardie delle guardie...

Se no ti ritrovi cornuto e padre di marmocchi diversi da te...


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