Discussioni sulla Storia
 

Rivoluzione francese, dal Re all'Imperatore

marcosessantanove@yahoo.it 1 Mag 2017 21:23
Indubbiamente è merito della rivoluzione francese l'ammodernamento che c'è
stato in tutti i campi della vita sociale non solo in Francia ma in tutta
l'Europa.
Però mi chiedo se si può parlare con altrettanta <enfasi> anche del regime
politico che si è avuto con tale rivoluzione.
Si passa dal Re al Direttorio (i quali mi sembrano dei piccoli re)e si arriva
poiall'Imperatore per tornare poi dopo Napoleone ai Re...

Probabilmente non ho saputo cogliere il <nocciolo> delle vicende, mi potreste
aiutare voi?
P.S. Non sono uno studente, ho una certa età e vorrei capirci qualcosa, una
volta si diceva non è mai troppo tardi!
mosca.muha@gmail.com 1 Mag 2017 21:49
Il giorno lunedì 1 maggio 2017 21:23:30 UTC+2, marcoses...@yahoo.it ha scritto:
> Indubbiamente è merito della rivoluzione francese l'ammodernamento che c'è
stato in tutti i campi della vita sociale non solo in Francia ma in tutta
l'Europa.
> Però mi chiedo se si può parlare con altrettanta <enfasi> anche del regime
politico che si è avuto con tale rivoluzione.
> Si passa dal Re al Direttorio (i quali mi sembrano dei piccoli re)e si arriva
poiall'Imperatore per tornare poi dopo Napoleone ai Re...
>
> Probabilmente non ho saputo cogliere il <nocciolo> delle vicende, mi potreste
aiutare voi?
> P.S. Non sono uno studente, ho una certa età e vorrei capirci qualcosa, una
volta si diceva non è mai troppo tardi!

Ma guardando al passato si vede tutto come in una moviola. A velocità
pazzesca. E' evidente che s'è distrutta la nobiltà e che la borghesia l'ha
sostituita.
Ma è stato un bene? Dal risultato pare di no. Forse che l' eguaglianza, la
libertà e la fraternità hanno vinto? Manco per sogno!
Napoleone poi ha precipitato l'Europa in un bagno di sangue...
Il passato alla moviola porta alla disperazione. I mali che si volevano
combattere tornano rafforzati.
Sarà perchè son vecchio anch'io... ma vale il detto "a vent'anni
rivoluzionario, a quaranta riformista, a sessanta reazionario" ?
Arduino 3 Mag 2017 14:58
marcosessantanove@yahoo.it <marcosessantanove@yahoo.it> ha scritto:


> Probabilmente non ho saputo cogliere il <nocciolo> delle vicende, mi
potreste aiutare voi?
> P.S. Non sono uno studente, ho una certa età e vorrei capirci qualcosa,
una volta si diceva non è mai troppo tardi!

Fino al 1300 la Chiesa si era posta come alterità al potere politico,
famose sono le lotte fra papato e impero. ma poi cominciò l'alleanza fra
trono e altare, che a partire dal 1500 con l'apparire del
protestantesimo, vide la Chiesa passare in posizione di subalternità.
Si creò così una società statica, immutabile, con il re tale per grazia
divina, il potere in mano a una classe parassitaria (i nobili, la cui
caratteristica obbligata era il non fare niente, si poteva accedere alla
nobiltà se a memoria d'uomo la famiglia non aveva svolto lavori, la si
poteva perdere se si intraprendeva un'attività)Con un'altra classe
parassitaria, il clero, che svolgeva un ruolo subalterno a patto che il
re obbligasse i sudditi al cattolicesimo. In questo contesto, nel
settecento sorse l'illuminismo, e nacque il dispotismo illuminato,
sovrani assoluti che però promuovevano le riforme. La soluzione che in
principio parve geniale, si rivelò inadatta, a un sovrano intelligente
succedeva un *******
In Francia poi la situazione era arrivata al limite di rottura: un lungo
periodo di annate buone aveva permesso alla popolazione di aumentare
enormemente: con 26 milioni di persone la Francia, esclusa la *******
europea, aveva metà degli abitanti dell'Europa, ma il clima si stava
guastando, i raccolti divenivano cattivi, i cittadini temevano che i
contadini affamati attaccassero le città, i contadini temevano che i
cittadini uscissero dalla città a saccheggiare il raccolto, bande di
"mendicanti" giravano per la campagna, chi non faceva un'abbondante
"elemosina" si ritrovava con la fattoria incendiata la notte successiva.
In questo contesto scoppiò la rivoluzione.
Saltando alle conclusioni i suoi risultati furono:
Dal punto di vista sociale enormi perdite che riequilibrarono il rapporto
fra cibo e bocche da sfamare, anche perché, per una reazione istintiva,
la popolazione francese inorridita dalle guerre, smise di fare figli in
sovrabbondanza.
Dal punto di vista economico il potere passò in mano a una classe
produttiva, se il marchese allargava le sue terre, la produzione di cibo
restava inalterata, se il fabbricante di scarpe allargava la sua
fabbrica, la popolazione si ritrovava ad avere più scarpe.
Dal punto di vista politico cessò il concetto che il potere veniva da *******
la legittimazione divenne il consenso del popolo.


--
Arduino d'Ivrea
mosca.muha@gmail.com 4 Mag 2017 04:24
Il giorno mercoledì 3 maggio 2017 14:58:41 UTC+2, Arduino ha scritto:
> marcosessantanove@yahoo.it <marcosessantanove@yahoo.it> ha scritto:
>
>
>> Probabilmente non ho saputo cogliere il <nocciolo> delle vicende, mi
> potreste aiutare voi?
>> P.S. Non sono uno studente, ho una certa età e vorrei capirci qualcosa,
> una volta si diceva non è mai troppo tardi!
>
> Fino al 1300 la Chiesa si era posta come alterità al potere politico,
> famose sono le lotte fra papato e impero. ma poi cominciò l'alleanza fra
> trono e altare, che a partire dal 1500 con l'apparire del
> protestantesimo, vide la Chiesa passare in posizione di subalternità.
> Si creò così una società statica, immutabile, con il re tale per grazia
> divina, il potere in mano a una classe parassitaria (i nobili, la cui
> caratteristica obbligata era il non fare niente, si poteva accedere alla
> nobiltà se a memoria d'uomo la famiglia non aveva svolto lavori, la si
> poteva perdere se si intraprendeva un'attività)Con un'altra classe
> parassitaria, il clero, che svolgeva un ruolo subalterno a patto che il
> re obbligasse i sudditi al cattolicesimo. In questo contesto, nel
> settecento sorse l'illuminismo, e nacque il dispotismo illuminato,
> sovrani assoluti che però promuovevano le riforme. La soluzione che in
> principio parve geniale, si rivelò inadatta, a un sovrano intelligente
> succedeva un *******
> In Francia poi la situazione era arrivata al limite di rottura: un lungo
> periodo di annate buone aveva permesso alla popolazione di aumentare
> enormemente: con 26 milioni di persone la Francia, esclusa la *******
> europea, aveva metà degli abitanti dell'Europa, ma il clima si stava
> guastando, i raccolti divenivano cattivi, i cittadini temevano che i
> contadini affamati attaccassero le città, i contadini temevano che i
> cittadini uscissero dalla città a saccheggiare il raccolto, bande di
> "mendicanti" giravano per la campagna, chi non faceva un'abbondante
> "elemosina" si ritrovava con la fattoria incendiata la notte successiva.
> In questo contesto scoppiò la rivoluzione.
> Saltando alle conclusioni i suoi risultati furono:
> Dal punto di vista sociale enormi perdite che riequilibrarono il rapporto
> fra cibo e bocche da sfamare, anche perché, per una reazione istintiva,
> la popolazione francese inorridita dalle guerre, smise di fare figli in
> sovrabbondanza.
> Dal punto di vista economico il potere passò in mano a una classe
> produttiva, se il marchese allargava le sue terre, la produzione di cibo
> restava inalterata, se il fabbricante di scarpe allargava la sua
> fabbrica, la popolazione si ritrovava ad avere più scarpe.
> Dal punto di vista politico cessò il concetto che il potere veniva da
> ******* la legittimazione divenne il consenso del popolo.
>
>
> --
> Arduino d'Ivrea

Bravo! Hai b*****izzato molto bene...
Legittimazione? E le rivoluzioni cos'hanno servito allora?
Ogni passetto verso la "democrazia" è costato molto sangue...Quanto alla
"democrazia" meglio chiamarla plutocrazia, ahimè...
Dal dispotismo assoluto non ci si poteva liberare facilmente. Eppoi la grande
disillusione! S'è fatta anche l'Italia; ma è stato un passo avanti? Pare
proprio di no: gli staterelli erano molto meglio... E nel XX secolo ecco
riapparire l'assolutismo, o, come dice la Arendt, il TOTALITARISMO: fascismo,
comunismo, nazismo, dittature militari e via via sino al secondo grande massacro
mondiale.
L'Est passò da dittature di destra a quella di "sinistra": clonazione dello
stalinismo.
Ora, dopo la guerra fredda che congelò la situazione, c'è un rigurgito di
totalitarismi , o DEMOCRATURE , come le chiama Matvejevic.

Alla moviola la storia diventa una tragicommedia: tutto cambia, cioè nulla!
Arduino 5 Mag 2017 00:24
mosca.muha@gmail.com ******* muha@gmail.com> ha scritto:

> Bravo! Hai b*****izzato molto bene...

Un conto è b*****izzare, altro conto ridurre al nocciolo.
Per ovvie ragioni, non è che dopo la rivoluzione francese ci siano state
solo democrazie, anzi per circa un cinquantennio si ritornò come prima.
Però il principio era stato proposto e divenne prassi. Il duce potrà non
piacerti, ma non governava per volontà di *******
Dal punto di vista economico il cambiamento fu ancora più eclatante: Col
potere ai terrieri, l'industria non poteva decollare, cosa che invece
accadde subito dopo. Lo stesso in campo sociale: La Francia aveva un
eccedenza di giovani, con le conquiste territoriali trovò il modo di
farseli mantenere dagli stati assoggettati, e alla fine, con le pesanti
perdite, si trovò a non averne più in eccesso.

--
Arduino d'Ivrea
bruno.rubattino@gmail.com 5 Mag 2017 09:45
Il contesto dove nacque la rivoluzione riv.francese mi sembra incompleto dobniam
considerare gli sperperi della corte e l'oncapacita del monarca di capire che la
situszione era gravissioma infatti rese impossibile fare riforme sia al minidtro
togout che allo svizzero necher (chiamato e richiamato una seconda volta a
dorigere le fonanze dello stato e sopratutto una classe legata ai loro inreressi
statici senza dimenticare cje l'intervento francese a fianco dei ribelli
americami era costato in occhio della testa!
Arduino 5 Mag 2017 09:57
bruno.rubattino@gmail.com <bruno.rubattino@gmail.com> ha scritto:

> Il contesto dove nacque la rivoluzione riv.francese mi sembra incompleto
dobniam considerare gli sperperi della corte e l'oncapacita del monarca di
capire che la situszione era gravissioma infatti rese impossibile fare riforme
sia al minidtro togout che allo svizzero necher (chiamato e richiamato una
seconda volta a dorigere le fonanze dello stato e sopratutto una classe legata
ai loro inreressi statici senza dimenticare cje l'intervento francese a fianco
dei ribelli americami era costato in occhio della testa!

Queste sono situazioni contingenti.
Può darsi benissimo che se il re fosse stato un tipo in gamba e meno sprecone,
non ci sarebbe stata la rivoluzione, e pertanto i successivi sviluppi non ci
sarebbero stati.
La francia con troppi abitanti si sarebbe pian piano impoverita, l'industria
non sarebbe decollata, i sovrani avrebbero continuato ad essere assoluti. Le
situazioni contingenti possono anche essere determinanti, ma non potrebbero da
sole sviluppare la situazione di fondo. La rivoluzione poteva scoppiare anche
con Luigi quindicesimo, ma, o falliva, oppure avrebbe dato la corona a un altro
ramo dei Borboni, senza determinare nessun cambiamento epocale, che può essere
dato solo dalle cause di fondo.


--
Arduino d'Ivrea
bruno.rubattino@gmail.com 6 Mag 2017 07:59
Queste sono situazioni contingenti. 
Arduino scrive:Può darsi benissimo che se il re fosse stato un tipo in gamba e
meno sprecone, 
non ci sarebbe stata la rivoluzione, e pertanto i successivi sviluppi non ci 
sarebbero stati. 
La francia con troppi abitanti si sarebbe pian piano impoverita, l'industria 
non sarebbe decollata, i sovrani avrebbero continuato ad essere assoluti. Le 
situazioni contingenti possono anche essere determinanti, ma non potrebbero da 
sole sviluppare la situazione di fondo. La rivoluzione poteva scoppiare anche 
con Luigi quindicesimo, ma, o falliva, oppure avrebbe dato la corona a un
altro 
ramo dei Borboni, senza determinare nessun cambiamento epocale, che può
essere 
dato solo dalle cause di fondo .
risposta non è una situazione continente la"classe" nobiliare teneva una
posizione assolutamente rigida fatta di grandi medi e piccoli interessi che non
permettevano nessun margine di manovra e cambiamento all'interno della società,
è questa è una causa diciamo di fondo che se sommata alla situazione
debitoria della monarchia francese (partecipazioni alla rivoluzione americana, i
costi esorbitanti della corte, e la crisi dei raccolti in agricoltura
) provoca una situazione esplosiva. Neve ultimo minuto
"dell'economia"prerivoluzione riuscì solo a rendere pubblico la lista dei
"diritti" detenuti dai nobili francesi; fotografia di una situazione rigida che
strizzata la società francese,,!

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