Discussioni sulla Storia
 

24 luglio: Scissione fascista

Arduino 15 Ago 2017 15:27
Più che un colpo di stato, quella del 24 luglio fu una scissione.
Regola di ogni golpe è la presa del potere, in realtà i 19 dell'ordine
del giorno Grandi, al potere vi rinunciarono, non avevano nessun
accordo o promessa di futuri incarichi. In sostanza quindi si
staccarono dal partito, facendogli perdere la maggioranza e si
ritirarono a vita privata.
Male fece, secondo me, Almirante a vietare l'ingresso nel Msi dei
firmatari. Molti dissero che dipendeva dal fatto che essendo lui
all'epoca un nessuno, temeva di venir surclassato da persone molto più
autorevoli di lui, ma tolse al partito la possibilità di uno sviluppo
unitario non legato al reducismo di Salò.

--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 15 Ago 2017 16:25
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Male fece, secondo me, Almirante a vietare l'ingresso nel Msi dei
> firmatari. Molti dissero che dipendeva dal fatto che essendo lui
> all'epoca un nessuno, temeva di venir surclassato da persone molto più
> autorevoli di lui, ma tolse al partito la possibilità di uno sviluppo
> unitario non legato al reducismo di Salò.

a parte Almirante, conosci una qualche forza che dopo la II GM si sia
dichiarata esplicitamente in continuità con il fascismo, e che non fosse
l'espressione del reducismo di Salò?

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Arduino 15 Ago 2017 17:43
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> a parte Almirante, conosci una qualche forza che dopo la II GM si sia
> dichiarata esplicitamente in continuità con il fascismo, e che non
fosse
> l'espressione del reducismo di Salò?

Diciamo che i reducisti erano la minoranza più compatta e determinata, e
che alla fine assorbirono o annullarono tutte le altre componenti. Ma,
senza un Msi di tipo almirantiano, non mancava all'epoca, dentro e fuori
il Msi chi, magari con uno spirito critico era propenso ad una certa
continuità col fascismo, che rappresentasse tutto il ventennio e non solo
Salò. Non dimentichiamo che il grosso dei voti il Msi li prendeva
nell'Italia centromeri*****nale e Sardegna, la componente settentrionale
era piccolissima. Fra l'altro fino al sessanta fu considerato, sia pur
con qualche sospetto, una normale forza politica, che fece parte delle
giunte di varie città, fra cui Napoli, Salerno, Bari, Lecce Caserta,
Catania ecc. Oltre ad aver sostenuto assieme al Pci per un certo periodo
la giunta Milazzo in Sicilia.
Inoltre, oltre al Msi, ci sarebbero stati altri partiti pronti ad
assorbire i voti fascisti. Il primo che viene in mente è l'Uomo
Qualunque, ma ce ne furono altri adesso dimenticati, dai nomi strani,
come il partito fusionista. Perciò, con una visione più ampia, lo spazio
per inserirsi nella vita democratica c'era. Come poi accadde nel
novantaquattro, anche se Fini, dopo essere stato sdoganato tornò in
dogana a consegnare il tutto.


--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 15 Ago 2017 18:24
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Diciamo che i reducisti erano la minoranza più compatta e determinata, e
> che alla fine assorbirono o annullarono tutte le altre componenti. Ma,
> senza un Msi di tipo almirantiano, non mancava all'epoca, dentro e fuori
> il Msi chi, magari con uno spirito critico era propenso ad una certa
> continuità col fascismo, che rappresentasse tutto il ventennio e non solo
> Salò.

io ricordo che proprio Almirante, con la fondazione di Destra Nazionale,
puntò all'assorbimento di molti elementi monarchici, che, credo, erano
stati fascisti non repubblichini.

Lo stesso Almirante presentò l'operazione come una "pacificazione", il
superamento dello scontro fra "combattenti del Nord e combattenti del
Sud, monarchici e repubblicani - o come si dice solitamente" (precisò lo
stesso A.) "repubblichini".

Il MSI era stato fondato da Michelini con esplicito riferimento alla
RSI: lo dice la denominazione stessa del Partito, il simbolo, con la
fiamma tricolore che nasce dal catafalco di Mussolini ecc.

il fascismo "non repubblichino" dopo la guerra credo che sia confluito
in massa in diverse forze conservatrici, in primo luogo la DC, con o
senza un passaggio per l'UQ.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Arduino 15 Ago 2017 21:05
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> io ricordo che proprio Almirante, con la fondazione di Destra Nazionale,
> puntò all'assorbimento di molti elementi monarchici, che, credo, erano
> stati fascisti non repubblichini.
> Lo stesso Almirante presentò l'operazione come una "pacificazione", il
> superamento dello scontro fra "combattenti del Nord e combattenti del
> Sud, monarchici e repubblicani - o come si dice solitamente" (precisò lo
> stesso A.) "repubblichini".
> Il MSI era stato fondato da Michelini con esplicito riferimento alla
> RSI: lo dice la denominazione stessa del Partito, il simbolo, con la
> fiamma tricolore che nasce dal catafalco di Mussolini ecc.
> il fascismo "non repubblichino" dopo la guerra credo che sia confluito
> in massa in diverse forze conservatrici, in primo luogo la DC, con o
> senza un passaggio per l'UQ.

Giusta la tua osservazione. Ma ritengo l'operazione di Almirante tardiva e
ormai inutile.
Il dibattito, reducismo si, reducismo no, nel Msi c'era stato fin dalla
fondazione. Il primo segretario fu uno sconosciuto, di cui infatti non
ricordo il nome, che aveva l'unico "merito" di non aver fatto parte della
Rsi. Poi si passò ad Almirante, il potere quindi tornò al gruppo Michelini.
I monarchici avevano percorso una loro strada, raggruppando soprattutto
persone non fasciste, con varie eccezioni, fra cui Alfredo de Marsico. Nel
1968 comunque i due partiti sembravano giunti al capolinea, con il Pdium a
sei deputati e due senatori, il Msi non moltissimo di più. Però a partire
dall'anno dopo, alla guida, con la morte di Michelini, tornò Almirante che
seppe rilanciare il partito (anche e forse soprattutto grazie agli
antifascisti, che avendo rilanciato l'antifascismo alla grande, ne fecero
l'antagonista)che nelle elezioni del 1971 in Sicilia ebbe un ottimo
risultato, mentre i monarchici continuavano a declinare. Fu dopo queste
elezioni che si compì l'operazione Destra Nazionale. Che aveva si un
significato pacificatorio, ma con un entità ormai in via di sparizione.
L'unico risultato fu quindi di mantenere il seggio ai monarchici. Altra cosa
sarebbe stato riammettere nel partito, Dino Grandi, Bottai, e altri. Il
segnale sarebbe stato: Non siamo solo il partito dell'alleanza irriducibile
con la Germania, ma anche il partito di coloro che decisero di porre fine a
questa alleanza.
Quanto al confluire, penso che i fascisti di sinistra confluirono nel Pci
(Elio Vittorini, Pietro Ingrao, Giorgio Bocca) e quelli di destra nella Dc
(Moro, Fanfani) naturalmente seguiti da milioni di anonimi.


--
Arduino d'Ivrea
pirex 16 Ago 2017 00:18
Scriveva Arduino martedì, 15/08/17:
> Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:
>
>
>> io ricordo che proprio Almirante, con la fondazione di Destra Nazionale,
>> puntò all'assorbimento di molti elementi monarchici, che, credo, erano
>> stati fascisti non repubblichini.
>> Lo stesso Almirante presentò l'operazione come una "pacificazione", il
>> superamento dello scontro fra "combattenti del Nord e combattenti del
>> Sud, monarchici e repubblicani - o come si dice solitamente" (precisò lo
>> stesso A.) "repubblichini".
>> Il MSI era stato fondato da Michelini con esplicito riferimento alla
>> RSI: lo dice la denominazione stessa del Partito, il simbolo, con la
>> fiamma tricolore che nasce dal catafalco di Mussolini ecc.
>> il fascismo "non repubblichino" dopo la guerra credo che sia confluito
>> in massa in diverse forze conservatrici, in primo luogo la DC, con o
>> senza un passaggio per l'UQ.
>
> Giusta la tua osservazione. Ma ritengo l'operazione di Almirante tardiva e
> ormai inutile.
> Il dibattito, reducismo si, reducismo no, nel Msi c'era stato fin dalla
> fondazione. Il primo segretario fu uno sconosciuto, di cui infatti non
> ricordo il nome, che aveva l'unico "merito" di non aver fatto parte della
> Rsi. Poi si passò ad Almirante, il potere quindi tornò al gruppo Michelini.
> I monarchici avevano percorso una loro strada, raggruppando soprattutto
> persone non fasciste, con varie eccezioni, fra cui Alfredo de Marsico. Nel
> 1968 comunque i due partiti sembravano giunti al capolinea, con il Pdium a
> sei deputati e due senatori, il Msi non moltissimo di più. Però a partire
> dall'anno dopo, alla guida, con la morte di Michelini, tornò Almirante che
> seppe rilanciare il partito (anche e forse soprattutto grazie agli
> antifascisti, che avendo rilanciato l'antifascismo alla grande, ne fecero
> l'antagonista)che nelle elezioni del 1971 in Sicilia ebbe un ottimo
> risultato, mentre i monarchici continuavano a declinare. Fu dopo queste
> elezioni che si compì l'operazione Destra Nazionale. Che aveva si un
> significato pacificatorio, ma con un entità ormai in via di sparizione.
> L'unico risultato fu quindi di mantenere il seggio ai monarchici. Altra cosa
> sarebbe stato riammettere nel partito, Dino Grandi, Bottai, e altri. Il
> segnale sarebbe stato: Non siamo solo il partito dell'alleanza irriducibile
> con la Germania, ma anche il partito di coloro che decisero di porre fine a
> questa alleanza.
> Quanto al confluire, penso che i fascisti di sinistra confluirono nel Pci
> (Elio Vittorini, Pietro Ingrao, Giorgio Bocca) e quelli di destra nella Dc
> (Moro, Fanfani) naturalmente seguiti da milioni di anonimi.


Ingrao aderì al Partito Comunista Italiano nel 1940
e partecipò attivamente alla Resistenza partigiana.
C'entra 'na ******* con quanto avvenne nel 1943

Giorgio Bocca, che non risulta si sia mai stato comunista,
dopo l'8 settembre 1943 aderì infatti alla lotta partigiana,
operando nella zona della Val Grana come comandante
della Decima Divisione Giustizia e Libertà e, successivamente,
in Val Maira in qualità di Commissario politico della Seconda Divisione
Giustizia e Libertà.
Arduino 16 Ago 2017 11:31
pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:

> Ingrao aderì al Partito Comunista Italiano nel 1940
> e partecipò attivamente alla Resistenza partigiana.
> C'entra 'na ******* con quanto avvenne nel 1943
>
> Giorgio Bocca, che non risulta si sia mai stato comunista,
> dopo l'8 settembre 1943 aderì infatti alla lotta partigiana,
> operando nella zona della Val Grana come comandante
> della Decima Divisione Giustizia e Libertà e, successivamente,
> in Val Maira in qualità di Commissario politico della Seconda Divisione
> Giustizia e Libertà.

Il mio intento non era assolutamente polemico, anzi, questi cambiamenti di
"casacca" sono giustificati, le persone che hanno la passione politica, sono un
ristretto e ben determinato gruppo. Inoltre in un regime totalitario con
consenso di massa, è difficile che un giovane che non abbia alle spalle un
ambiente di oppositori, sviluppi in sé, uno spirito critico, perlomeno non
subito.
Perciò con un cambio di regime, è impensabile che tutti coloro che facevano
politica prima, smettano di farla, o si accontentino di confluire in un piccolo
gruppo nostalgico, e che persone che non si erano mai occupate di politica
all'improvviso divengano attiviste politiche. Può capitare, ma non è la
regola.
Pertanto era inevitabile che vi fosse un passaggio da una sponda all'altra.
L'unica cosa di cui mi rammarico, è che per sensi di colpa e per non prestare
il fianco a critiche dei "duri e puri" nella maggior parte dei casi questi
personaggi hanno dato vita all'antifascismo più becero, alieno da alcun senso
autocritico. Quanto a Pietro Ingrao, è uno dei meno "colpevoli" nella lunga
lista che in seguito pubblicherò, più che altro partecipò alla culura
fascista,
sia pure con una certa costanza.
Secondo premio di poesia ai littoriali della cultura dell’anno 1936 per la
poesia: "STAGIONE" testo che viene pubblicato dal giornale di Telesio
Interlandi “Quadrivio” il 28 aprile 1935. Aveva partecipato con il Guf di
Formia in qualità di fiduciario del Guf di Littoria.
Il 16-9- 1934 aveva vinto ai bagni di Lucca, il premio di Galeazzo Ciano “I
poeti del tempo di Mussolini”
Risultò invece 10°, al Convegno di Organizzazione Politica del PNF del 1935,
Davanti a lui, al nono posto si era classificato un tale di nome Luigi Longo.
Continua
(Ripeto, il mio intento non è polemico, se non contro i manichei, che vogliono
vedere tutto il male da una parte e tutto il bene dall'altra.)


--
Arduino d'Ivrea
pirex 16 Ago 2017 13:47
Scriveva Arduino mercoledì, 16/08/17:
> pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:
>
>> Ingrao aderì al Partito Comunista Italiano nel 1940
>> e partecipò attivamente alla Resistenza partigiana.
>> C'entra 'na ******* con quanto avvenne nel 1943
>>
>> Giorgio Bocca, che non risulta si sia mai stato comunista,
>> dopo l'8 settembre 1943 aderì infatti alla lotta partigiana,
>> operando nella zona della Val Grana come comandante
>> della Decima Divisione Giustizia e Libertà e, successivamente,
>> in Val Maira in qualità di Commissario politico della Seconda Divisione
>> Giustizia e Libertà.
>
> Il mio intento non era assolutamente polemico

Solo strumentale.
Da uno che si vanta di conoscere la Storia ci si attenderebbe maggior
precisione
non certo giudizi impropri, visto le date, sparate alla pene di
segugio.
Arduino 16 Ago 2017 18:06
pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:


> Solo strumentale.
> Da uno che si vanta di conoscere la Storia ci si attenderebbe maggior
> precisione
> non certo giudizi impropri, visto le date, sparate alla pene di
> segugio.

Non ho mai aspirato ad essere classificato fra i massimi biografi di Pietro
Ingrao, se i littoriali erano dell'anno prima o dopo, me ne scuso. l'importante
è che la partecipazione non sia inventata.
Per svelenire un po' il clima, prima di riprendere l'elenco, colgo l'occasione
per dire due parole sul modo di dire cui hai alluso:
Esso deriva da Barnabò Visconti, signore di Milano (+1385) Costui aveva due
caratteristiche: era appassionato di cani, tanto da arrivare ad averne
centinaia. Per via di questo fatto, la sua casa venne popolarmente denominata
la "casa dei cani"
L'altra sua caratteristica era di essere duro e spietato, chi era invitato alla
sua casa, spesso non ne usciva più, magari dopo aver subito tremende *******
L'immaginazione poi fece il resto, e non ci fu nefandezza che non si dicesse
venisse compiuta in quella casa.
Da questo, venne l'abitudine di asserire che ogni cosa fatta male, era stata
fatta nella casa dei cani, la "ca dei can" in milanese. Senonché nel secondo
dopoguerra il modo di dire si diffuse anche in zone done non era conosciuto il
milanese, e perciò il significato diveniva incomprensibile. Forse qualcuno che
intese male, ripetè il detto con altro significato: "alla caxxo di cane", e in
questa versione si diffuse in tutta Italia.
(Continua)


--
Arduino d'Ivrea
Arduino 16 Ago 2017 18:16
pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:


> Ingrao aderì al Partito Comunista Italiano nel 1940

Riprendendo il discorso, posto l'elenco di quanti collaborarono con Bottai
(Fascista critico ma razzista feroce) alla rivista il Primato.
Molti nomi adesso sono dimenticati, ma diversi sono ancora celebri:
Giorgio Vecchietti (condirettore), Aligi Sassu, Orfeo Tamburi, Nicola
Abbagnano, Mario Alicata, Corrado Alvaro, Cesare Angelini, Giulio Carlo Argan,
Riccardo Bacchelli, Vitaliano Brancati, Dino Buzzati, Piero Bargellini, Arrigo
Benedetti, Carlo Betocchi, Romano Bilenchi, Walter Binni, Alessandro Bonsanti,
Enzo Carli, Emilio Cecchi, Luigi Chiarini, Giovanni Comisso, Gianfranco
Contini, Galvano Della Volpe, Giuseppe Dessì, Enrico Emanuelli, Enrico Falqui,
Francesco Flora, Carlo Emilio Gadda, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Bruno
Migliorini, Paolo Monelli, Eugenio Montale, Carlo Muscetta, Piermaria
Pasinetti, Cesare Pavese, Giaime Pintor, Vasco Pratolini, Salvatore Quasimodo,
Vittorio G. Rossi, Luigi Russo, Luigi Salvatorelli, Sergio Solmi, Ugo Spirito,
Bona*****a Tecchi, Giovanni Titta Rosa, Giuseppe Ungaretti, Nino Valeri,
Manara Valgimigli, Giorgio Vigolo, Cesare Zavattini. Musicisti come Luigi
Dallapiccola e Gianandrea Gavazzeni. Artisti come Amerigo Bartoli, Domenico
Cantatore, Pericle Fazzini, Renato Guttuso, Mino Maccari, Mario Mafai, Camillo
Pellizzi.


--
Arduino d'Ivrea
pirex 16 Ago 2017 18:37
Arduino ha spiegato il 16/08/17 :
> pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:
>
>
>> Ingrao aderì al Partito Comunista Italiano nel 1940
>
> Riprendendo il discorso, posto l'elenco di quanti collaborarono con Bottai
> (Fascista critico ma razzista feroce) alla rivista il Primato.
> Molti nomi adesso sono dimenticati, ma diversi sono ancora celebri:
> Giorgio Vecchietti (condirettore), Aligi Sassu, Orfeo Tamburi, Nicola
> Abbagnano, Mario Alicata, Corrado Alvaro, Cesare Angelini, Giulio Carlo
> Argan, Riccardo Bacchelli, Vitaliano Brancati, Dino Buzzati, Piero
> Bargellini, Arrigo Benedetti, Carlo Betocchi, Romano Bilenchi, Walter Binni,
> Alessandro Bonsanti, Enzo Carli, Emilio Cecchi, Luigi Chiarini, Giovanni
> Comisso, Gianfranco Contini, Galvano Della Volpe, Giuseppe Dessì, Enrico
> Emanuelli, Enrico Falqui, Francesco Flora, Carlo Emilio Gadda, Alfonso
> Gatto, Mario Luzi, Bruno Migliorini, Paolo Monelli, Eugenio Montale, Carlo
> Muscetta, Piermaria Pasinetti, Cesare Pavese, Giaime Pintor, Vasco
> Pratolini, Salvatore Quasimodo, Vittorio G. Rossi, Luigi Russo, Luigi
> Salvatorelli, Sergio Solmi, Ugo Spirito, Bona*****a Tecchi, Giovanni Titta
> Rosa, Giuseppe Ungaretti, Nino Valeri, Manara Valgimigli, Giorgio Vigolo,
> Cesare Zavattini. Musicisti come Luigi Dallapiccola e Gianandrea Gavazzeni.
> Artisti come Amerigo Bartoli, Domenico Cantatore, Pericle Fazzini, Renato
> Guttuso, Mino Maccari, Mario Mafai, Camillo Pellizzi.


Vuoi dimostrare che molti che parteciparono alla Resistenza
e poi aderirono al PCI in passato erano stati fascisti?
Allora hai scoperto l'acqua calda.
Evidentemente la propaganda del PCI clandestino non fu vana.
Arduino 16 Ago 2017 19:03
pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:

> Vuoi dimostrare che molti che parteciparono alla Resistenza
> e poi aderirono al PCI in passato erano stati fascisti?
> Allora hai scoperto l'acqua calda.
> Evidentemente la propaganda del PCI clandestino non fu vana.

Soprattutto dal momento in cui la nave cominciò a fare acqua;((
Ripeto, il mio intento non è polemico, sono stato il primo a riconoscere che
all'epoca un giovane che non fosse casualmente in contatto con ambienti
antifascisti, aveva pochi mezzi per maturare una coscienza critica. Per cui,
massimo rispetto per tutti. Però aggiungo che gli estremisti mi danno qualche
sospetto. Perfettamente coerente è il fascista moderato che poi diviene
antifascista moderato. Ma gli estremisti? Se il fascismo faceva così schifo,
perché ci stavano?? La gioventù è una giustificazione, ma non assoluta, i
volontari della Hitlerjungend a esempio, non li giustifico mica troppo....;((
Allora, come faccio a giustificare un Aldrigo Boldrini, che nel 1945 trova così

esecrabile l'essere stati fascisti, da ucciderne diverse centinaia, che nel
1941 faceva parte della milizia fascista. ?? Giovane o non giovane, o è stato
scemo fino all'inizio della resistenza, o è stato un voltagabbana che aveva
bisogno di un azione criminale per non correre il rischio gli rimproverassero
il passato.


--
Arduino d'Ivrea
pirex 16 Ago 2017 20:27
Arduino ha spiegato il 16/08/17 :
> pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:
>
>> Vuoi dimostrare che molti che parteciparono alla Resistenza
>> e poi aderirono al PCI in passato erano stati fascisti?
>> Allora hai scoperto l'acqua calda.
>> Evidentemente la propaganda del PCI clandestino non fu vana.
>
> Soprattutto dal momento in cui la nave cominciò a fare acqua;((
> Ripeto, il mio intento non è polemico, sono stato il primo a riconoscere che
> all'epoca un giovane che non fosse casualmente in contatto con ambienti
> antifascisti, aveva pochi mezzi per maturare una coscienza critica. Per cui,
> massimo rispetto per tutti. Però aggiungo che gli estremisti mi danno qualche

> sospetto. Perfettamente coerente è il fascista moderato che poi diviene
> antifascista moderato. Ma gli estremisti? Se il fascismo faceva così schifo,
> perché ci stavano?? La gioventù è una giustificazione, ma non assoluta, i
> volontari della Hitlerjungend a esempio, non li giustifico mica troppo....;((
> Allora, come faccio a giustificare un Aldrigo Boldrini, che nel 1945 trova
> così esecrabile l'essere stati fascisti, da ucciderne diverse centinaia, che

> nel 1941 faceva parte della milizia fascista. ?? Giovane o non giovane, o è
> stato scemo fino all'inizio della resistenza, o è stato un voltagabbana che
> aveva bisogno di un azione criminale per non correre il rischio gli
> rimproverassero il passato.


Forse è il caso che ti documenti meglio su Boldrini.
https://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini
Arduino 17 Ago 2017 00:51
pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:


> Forse è il caso che ti documenti meglio su Boldrini.
> https://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini

Ma sei autolesionista? Sarà una tua sfortuna, ma l'occhio mi è subito battuto
su:
" Iscritto al Partito Nazionale Fascista e volontario nella MVSN dal 1937 ":(((
Vergogna! Vergogna! Vergogna! Questo individuo è una vergogna per l'Italia,
anche se Wikipedia cerca di contrabbandare fra le righe che fosse un grande
eroismo essersi fatto esentare appena si approssimò il pericolo, adducendo
motivi di salute. Questi figuri sono stati il cancro dell'antifascismo. Fossi
stato uno uscito dal carcere fascista, un simile voltagabbana lo avrei
ringraziato con un proiettile in mezzo agli occhi.


--
Arduino d'Ivrea
pirex 17 Ago 2017 14:19
Scriveva Arduino giovedì, 17/08/17:
> pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:
>
>
>> Forse è il caso che ti documenti meglio su Boldrini.
>> https://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini
>
> Ma sei autolesionista?


Diciamo che non sono fascista come te, e tanto basta.
Arduino 17 Ago 2017 14:25
pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:


> Diciamo che non sono fascista come te, e tanto basta.

I romani, nella loro totale ignoranza, nelle cartine oltre i loro domini
africani, scrivevano: Hic Sunt leones...
Tale e quale sei tu, convinto che fuori dal ghota dei comunisti duri e puri,
adoratori di tutti i boldrini, ci siano solo fascisti. Spiacente di deluderti,
c'è tutto il mondo del libero pensiero.


--
Arduino d'Ivrea
pirex 17 Ago 2017 14:31
Il 17/08/17, Arduino ha detto :
> pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:
>
>
>> Forse è il caso che ti documenti meglio su Boldrini.
>> https://it.wikipedia.org/wiki/Arrigo_Boldrini
>
> Ma sei autolesionista? Sarà una tua sfortuna, ma l'occhio mi è subito
battuto
> su:
> " Iscritto al Partito Nazionale Fascista e volontario nella MVSN dal 1937
> ":((( Vergogna! Vergogna! Vergogna!


Più che vergogna direi proprio che fai schifo!
Hai trascorso una vita a gettare fango su tutto ciuò che non è
nerofascio
ma resti pur sempre un pover'uomo che ha bisogno di falsare la Storia
pur di difendere il fascio.
Boldrini è stato iscritto al partito fascista ma poi, conoscendo il
nazifascismo, ha scelto la lotta partigiana
e questo, da buon fascio, ti va di traverso.
Fattene una ragione, non sarà un poveretto mentale come te a cambiare
la Storia.
Maurizio Pistone 17 Ago 2017 14:32
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Riprendendo il discorso, posto l'elenco di quanti collaborarono con Bottai
> (Fascista critico ma razzista feroce) alla rivista il Primato.

<http://www.ebay.it/itm/zangrandi-IL-LUNGO-VIAGGIO-ATTRAVERSO-IL-FASCISMO-feltrinelli-1-ed-1962-/161401737693?hash=item25944b11dd:g:sLwAAOSwxCxT928b>

credo che sia stato uno dei primi libri di storia che ho letto

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
pirex 17 Ago 2017 14:32
Arduino ha detto questo giovedì :
> pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:
>
>
>> Diciamo che non sono fascista come te, e tanto basta.
>
> I romani, nella loro totale ignoranza, nelle cartine oltre i loro domini
> africani, scrivevano: Hic Sunt leones...
> Tale e quale sei tu, convinto che fuori dal ghota dei comunisti duri e puri,
> adoratori di tutti i boldrini, ci siano solo fascisti. Spiacente di
> deluderti, c'è tutto il mondo del libero pensiero.

Arduì, che tu sia fascio e pure uno dei peggiori non c'è bisogno 'a
zingara....
pirex 17 Ago 2017 15:00
Il 17/08/17, Arduino ha detto :
> pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:
>
>
>> Diciamo che non sono fascista come te, e tanto basta.
>
> I romani, nella loro totale ignoranza, nelle cartine oltre i loro domini
> africani, scrivevano: Hic Sunt leones...
> Tale e quale sei tu, convinto che fuori dal ghota dei comunisti duri e puri,
> adoratori di tutti i boldrini, ci siano solo fascisti. Spiacente di
> deluderti, c'è tutto il mondo del libero pensiero.

Il tuo pensiero è tanto libero da scrivere solo falsità pro fascio.
Tutti i post che hai scambiato con me sono pieni di falsità
scientemente volute.
Le date nella Storia sono importanti, non sono un optional
e tu le falsifichi scientemente pro fascio tuo
e quando te lo si fa notare rispondi spudoratamente
che non sei il biografo di tizio o di caio.
Ma se fossi in buona fede non sposteresti le date a tuo piacimento
confidando su chi legge sommariamente e non approfondisce temi
a cui è interessato superficialmente.
Per una vita hai fatto questo s*****o lavoro accusando gli altri di
estremismo e comportandoti da squadrista.
Io non ce l'ho con te ma con chi non ti butta di sotto (cit)
Arduino 17 Ago 2017 15:35
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> credo che sia stato uno dei primi libri di storia che ho letto

Ti debbo confessare di non averlo mai letto. Interessante?


--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 17 Ago 2017 16:15
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

>> credo che sia stato uno dei primi libri di storia che ho letto
>
> Ti debbo confessare di non averlo mai letto. Interessante?

leggilo.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino 18 Ago 2017 13:04
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> leggilo.

Gracias per il consì;))


--
Arduino d'Ivrea
Arduino 18 Ago 2017 13:23
pirex <mokena@pakita.sus> ha scritto:


> Boldrini è stato iscritto al partito fascista ma poi, conoscendo il
> nazifascismo, ha scelto la lotta partigiana

In casi come questi, le date sono importanti, soprattutto la data di nascita.
Il buon (per modo di dire) Boldrini nasce il 6 settembre del 1915. Pertanto
aveva sette anni all'epoca della marcia su Roma, Tenendo conto delle ultime
violenze avvenute successivamente, anche ipotizzando non fosse un bambino
precoce, doveva essere a conoscenza del fatto che i fascisti non avevano
delegato alle suore orsoline la diffusione delle loro idee.
Evidentemente però il fascismo non gli fece troppo schifo, infatti fu fra i tre

milioni di italiani (numero me*****, periodicamente c'erano campagne epurative)
che presero la tessera fascista, pertanto come tutti i fascisti fu richiamato
nella milizia. Ma il nostro non si accontentò di essere uno dei tanti, volle
diventare ufficiale fascista. Non contento, dopo il congedo, forse attratto
dallo stipen*****, si arruolò di nuovo. Siamo nel 1937, la politica di
avvicinamento alla Germania è già iniziata, c'erano già i primi segni di
razzismo, e il nostro giovanotto aveva già 22 anni, un età in cui si dovrebbe
capire. Comunque non andiamo ad indagare sulle sue idee: per convinzione, o per
comodo, evidentemente il fascismo non gli faceva schifo.
Poi verso il 1939-41, fece una svolta di cui il primo segno fu il passaggio
dalla milizia all'esercito. Anche se non si sottrasse dal far parte delle
truppe di occupazione in Jugoslavia, (Chissà, come tenente potrebbe anche
essere stato "costretto" a ordinare la fucilazione di qualche partigiano) si
avvicinò all'antifascismo, a cui, caduto il regime aderì. La cosa, perlomeno
da
un punto di vista democratico, va a suo onore. Così come va a suo onore aver
"espiato" combattendo nella resistenza le sue passate colpe.
Ma questo non poteva dargli la statura morale di ordinare fucilazioni.
Io sono contrario alla pena di morte, ma pur non giustificando, avrei potuto
capire se a ordinare gli eccidi di Codevigo e sembra di Schio, fosse stato uno
uscito da vent'anni di prigione fascista, o arrivato da vent'anni di esilio in
Urss. Ma è moralmente inaccettabile sia stato un ex tenentino fascistello che
potrebbe anche aver inavvertitamente fatto fucilare qualche suo ex sottoposto
nella milizia, colpevole di non aver effettuato come lui il cambio di casacca.
Lasciamelo dire: nella sinistra ci sono milioni di persone infinitamente
migliori del famigerato Arrigo Boldrini.
Mi meraviglio gli vengano tributati onori. Se fossi un fascista, anche il più
fanatico ed ottuso, mai tributerei un omaggio a Laidi individui come ad esempio
Giovanni Preziosi. Evidentemente a sinistra vige altra etica!

--
Arduino d'Ivrea
pirex 18 Ago 2017 13:52
Maurizio Pistone ha pensato forte :
> Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:
>
>>> credo che sia stato uno dei primi libri di storia che ho letto
>>
>> Ti debbo confessare di non averlo mai letto. Interessante?
>
> leggilo.

Quello, al massimo dello sforzo intellettuale, si ferma a Pisanò.
Maurizio Pistone 19 Ago 2017 11:31
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> In casi come questi, le date sono importanti, soprattutto la data di nascita.
> Il buon (per modo di dire) Boldrini nasce il 6 settembre del 1915.

ho sempre evitato di prendere posizone su singoli episodi di violenza
nel corso della guera civile e nel periodo immediatamente successivo.
Non dispongo di dati certi in proposito, e non mi interessa il macabro
bilancio dei morti dell'una e dell'altra parte.

Ma in questo caso, direi che proprio le "date" sono importanti.

Uno che è nato nel 1915, ha passato tutta la givinezza in un'atmosfera
in cui il fascismo si respira con l'aria. La prima guerra mondiale è un
confuso ricordo infantile di celebrazioni della vittoria, la Marcia su
Roma un evento che, se va bene, gli è arrivato insieme con l'ordine di
non avanzare gli spinaci nel piatto. Alle scuole medie il fascismo è già
Regime, e nonostante le origini famigliari di sinistra, nel passaggio
dall'infanzia alla giovinezza il Fascismo è l'Italia, e l'Italia è il
Fascismo. Siamo in un'epoca in cui perfino l'erede al trono, figlio di
tanto padre, e di unici anni più grande, non percepisce quanto sia
umiliante per il rappresentante di una dinastia millenaria esibirsi nel
saluto romano.

L'esperienza decisiva, anche se per lui fortunatamente breve, è stata,
anche questo lo individui tu, la partecipazione alla guerra in
Jugoslavia. Si tratta della vicenda in gran parte ancora rimossa dalla
nostra memoria storica, per lo meno nella coscienza comune. La
Jugoslavia è stata la nostra vera guerra, il nostro vero fronte, quello
che ci ha impegnati più a lungo e più profondamente; ed è stato un buco
nero di violenza che a fatica, a distanza di oltre settant'anni,
riusciamo a reggere.

Non ho motivi particolari per difendere Arrigo Boldrini, ma più che
altro per motivi famigliari (credo che ognuno di noi abbia avuto un
parente che ha combattuto in Jugoslavia) sono portato a guardare con
sgomento, e non con fredda ragione giudicatrice, verso coloro che sono
usciti da quell'esperienza. Quella di Boldrini è stata la vita di
un'intera generazione; passare in brevissimo volgere di anni dall'Impero
millenario che stende le sue civilizzatrici ali romane sul mondo, ad un
magma di ferocia al quale pochi altri fronti, perfino nella catastrofe
della IIGM, possono essere paragonati; infine alle rovine fumanti, un
po' feroci, un po' patetiche, di quello stesso Impero - è una storia che
segna un'esistenza.

Poi, anche la guerra civile ha conosciuto gli orrori di ogni guerra
civile; una guerra civile di cui conosciamo due date, che sono date di
inizio, non date di fine: l'8 settembre, con la dissoluzione del nostro
esercito, e il formarsi di una massa di sbandati e renitenti, molti dei
quali aderiranno in tempi diversi alla Resistenza armata; e il 25
aprile, che non è, come spesso si dice, la "fine della guerra", ma
l'inizio di un'insurrezione, la cui conclusione rimane non ben definita,
sfilacciandosi, anche oltre la resa delle truppe tedesche in Italia (2
maggio), in uno stillici***** di rese dei conti brutali, più o meno
motivate, in ogni caso attese da anni.

Non ci si può stupire se da un'esperienza di questo genere occorrono
anni per disintossicarsi. Non sono disposto ad affrontare quei fatti con
l'oggettività e l'impersonalità di chi ragiona in termini di un processo
che si può svolgere nelle lente e formali procedure di un'aula di
giustizia. Occorre entrare in quegli anni, in quegli animi, sforzarci di
vedere cose che oggi ci fanno orrore con gli occhi di chi, in quei
giorni, c'era.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Bhisma 19 Ago 2017 12:49
Maurizio Pistone wrote:

> Non sono disposto ad affrontare quei fatti con
> l'oggettività e l'impersonalità di chi ragiona in termini di un
> processo

Non si tratta di rifare processi (già conclusi peraltro e da molto
tempo) ma di dare una valutazione storica. L'ecci***** di Codevigo venne
passato relativamente sotto silenzio dagli antifascisti e mitizzato ed
esasperato in senso demonizzante antiresistenziale dai fascisti come
ovvio che fosse.
Ma oggi arrebbe che questo stu***** restituisca una prospettiva storica e
non politico viscerale della vicenda, con approfondite ricerche
originali. Purtroppo ancora è da pubblicare. Per ora ci sono solo
anticipazioni giornalistiche, ma mi sembrano comunque interessanti.

https://goo.gl/WKPYG1

In ogni caso, non sono certo episodi del genere a mutare il giudizio
storico complessivo sull'antifascismo resistenziale e sull'occupazione
nazifascista, proprio come i crimini di guerra alleati, che pure vi
furono eccome, non muta il giudizio storico complessivo sulle parti in
causa nella seconda guerra mondiale.
Maurizio Pistone 20 Ago 2017 09:28
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> probabilmente

"probabilmente" is the word

--
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Maurizio Pistone 20 Ago 2017 16:05
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

>> "probabilmente" is the word
>
> Ma accidenti, col tuo computer paghi un tanto a lettera come i telegrammi
> di una volta?;((

mi sembra che sia un po' che tu e altri rispondete ad un mio messaggio
piuttosto lungo

--
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Maurizio Pistone 27 Ago 2017 12:31
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Ripeto, non è che l'Italia avesse voluto andare a far del male (nei limiti
> in cui si può essere soft in un azione militare) agli Jugoslavi. Si era
> creduto di poter fare alcuni acquisti di tipo "irredentistico" smembrando
> la Jugoslavia, Ci si ritrovò in una guerra crudelissima. Quindi ripeto,
> anche se non c'è bisogno di giustificazioni, può darsi che molti soldati
> si siano inorriditi, e da questo abbiano maturato l'antifascismo.

l'occupazione italiana era il seguito di un lavoro di destabiizzazione
che era cominciato fin dagli anni '20, con l'appoggio al movimento di
Pavelic, il quale si proponeva esplicitamente di smembrare il regno di
Jugoslavia per affermare l'egemonia croata. Perché poi all'inizio della
guerra Mussolini abbia attaccato la Grecia, con la quale non avevamo
nessun contenzioso, mah.

In ogni caso la guerra di Jugoslavia non può essere liquidata come
semplice azione irredentista, per la liberazione di terre più o meno
fondatamente considerate come italiane. Non ha nessuna giustificazione
la trasformazione di Lubiana in una provincia italiana, operazione a cui
segue un programma folle di italianizzazione forzata di tutta la
Slovenia. Soprattutto suscita orrore l'appoggio al regime ustascia della
Croazia indipendente, uno Stato che si è reso responsabile di una
politica di sterminio che perfino nell'inferno della IIGM spicca per
l'accanimento sadico e la devastante ampiezza.

L'Italia si è gettata a capofitto un una guerra che ha espresso tutti
gli orrori di una macelleria etnica multipla: c'è entrata male, e ne è
uscita peggio.


--
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