Discussioni sulla Storia
 

BOIA FAUSS

Arduino 31 Ago 2017 20:20
Ancora oggi una tipica espressione piemontese è Boia fauss (boia falso)
ma ai tempi in cui quello del boia era un mestiere, costoro erano odiati
dalla società, ad esempio i fornai davano alla moglie del boia il pane
rovesciato (da qui la superstizione) prendevano i suoi soldi con le pinze
e li toccavano solo dopo averli disinfettati.
Secondo voi, questa ostilità era rivolta a chi materialmente faceva il
mestiere del boia, senza che vi fosse contrarietà alla pena di morte,
oppure il popolino, tranne magari i casi più gravi, era contrario a
questa pena?

--
Arduino d'Ivrea
Arduino 31 Ago 2017 20:46
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> ha scritto:

Ad esempio, l'ammirazione popolare per diverse figure di briganti potrebbe
far supporre che vi fosse ammirazione popolare per chi violava la legge,
vista il più delle volte come imposizione.
In questo contesto, l'abuso della pena di morte poteva essere un sistema
dei dominanti per tenere a bada il popolino.

--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 31 Ago 2017 22:56
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Ancora oggi una tipica espressione piemontese è Boia fauss (boia falso)

la classica ******* piemontese è "Diu fàuss!" ******* falso), spesso
abbreviata e parzialmente italianizzata in "*****fà!". Quand'ero ragazzo,
veniva storpiata e camuffata in "Zio fa!", nel tentativo di attenuarne
il carattere blasfemo.

"Bòia!" credo che sia un'imprecazione panitaliana, fortemente
espressiva, poiché evoca un personaggio che non può essere simpatico
neanche al più convinto sostenitore della legge e dell'ordine.

Dall'unione dei due, nasce un "Bòia fàuss!", che è sufficientemente
espressivo, ma non obbliga a correre subito dal parroco per avere
l'assoluzione.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Jurassic Park 1 Set 2017 02:36
"Maurizio Pistone" wrote in message
news:1nbn3yz.dztxoibwfpglN%scrivimi@mauriziopistone.it...


> "Bòia!" credo che sia un'imprecazione panitaliana, fortemente
> espressiva, poiché evoca un personaggio che non può essere simpatico
> neanche al più convinto sostenitore della legge e dell'ordine.

A Livorno dicono "Boia dé!" che è una esclamazione buona per tutti gli
usi...

Carlo "Jurassic Park"
Arduino 1 Set 2017 10:18
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> "Bòia!" credo che sia un'imprecazione panitaliana, fortemente
> espressiva, poiché evoca un personaggio che non può essere simpatico
> neanche al più convinto sostenitore della legge e dell'ordine.

Ringrazio te e Jurassic per le informazioni lessicali.
Quanto a questa tua affermazione, non si può che convenire che il boia
non possa risultare simpatico neppure al più accanito assertore della
pena capitale.
Però, se alcune espressioni, come imprecazioni, prendere i soldi con le
pinze, dare il pane rovesciato, sono da considerarsi folcloristiche;
altre, come il non voler più servire la moglie del boia, sono vero e
proprio boicottaggio, senza l'intervento delle autorità ("o accettate il
boia come cliente, o diventerete clienti del boia)il "poveretto" dovrebbe
cambiare mestiere.
La spiegazione potrebbe essere: Le classi alte hanno bisogno di un ordine
ferreo, di pene severe. Il popolino invece non ha bisogno di leggi severe
e soprattutto della pena di morte: essendo poverissimi, i piccoli furti
che potrebbero subire non sarebbero comunque puniti con la pena capitale,
essere vittime di un omici***** per rapina per un povero è improbabile, nel
caso di omici***** per rissa sono uguali le possibilità di essere quello
che va al cimitero di quelle di essere quello che rischia il capestro. Al
tutto aggiungiamo che per faccende fra povera gente sarà stato
improbabile ci fossero indagini approfondite. Perciò, perlomeno come
sensazione a pelle, niente di improbabile che il popolino fosse contro la
pena di morte.
D'altra parte, anche il termine sbirro è dispregiativo, indice di poco
amore per i tutori dell'ordine.



--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 1 Set 2017 11:39
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> La spiegazione potrebbe essere: Le classi alte hanno bisogno di un ordine
> ferreo, di pene severe. Il popolino invece non ha bisogno di leggi severe
> e soprattutto della pena di morte: essendo poverissimi, i piccoli furti
> che potrebbero subire non sarebbero comunque puniti con la pena capitale,
> essere vittime di un omici***** per rapina per un povero è improbabile, nel
> caso di omici***** per rissa sono uguali le possibilità di essere quello
> che va al cimitero di quelle di essere quello che rischia il capestro.

guarda un po', questo genere di spiegazione "classista" non mi convince.

Credo che dobbiamo invece richiamarci a quel sentimento profondo,
primordiale, che trasforma certi oggetti, e i simboli che li
rappresentano, in "tabù" o "impurità".

La morte è l'impurità per eccellenza, e tutto ciò che è legato ad essa è
colpito da un interdetto più o meno forte.

Il sotterratore, poverino, non fa male a nessuno; ma dare a qualcuno del
"becchino" non è certo un complimento. Avendo in Riviera dei lontani
parenti titolari di un'impresa di pompe funebri, da bambino ho spesso
passato le vacanze giocando a nascondino col mio cuginetto nel magazzino
delle bare, quindi la cosa non mi fa nessun effetto; ma mi rendo conto
che per gli altri normalmente non è così.

Qualcosa del genere vale anche per i simboli religiosi. La Croce fa
paura, e non perché ci è morto ******* ma perché è il simbolo che si
mette sopra le tombe. E tu conoscerai sicuramente i segni di scongiuro
che una volta si facevano quando si vedeva un prete (o anche una suora);
abitudine quasi del tutto tramontata, con la scomparsa dell'abito
talare. L'associazione istintiva era evidentemente prete=funerale.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Bhisma 1 Set 2017 11:45
Maurizio Pistone wrote:

> Credo che dobbiamo invece richiamarci a quel sentimento profondo,
> primordiale, che trasforma certi oggetti, e i simboli che li
> rappresentano, in "tabù" o "impurità".

Oh, sì, l'avversione popolare, direi quasi l'orrore verso il boia, era
vivissima anche quando le esecuzioni in piazza con annesse ******* squartamenti
eccetera erano soprattutto una distrazione e una festa, o
un'occasione educativa a cui portare pure i bambini.
Leggevo in un qualche libro di folclore che "Bella giornata, peccato
nun ce sia l'impiccaggione" era un modo di dire dei vecchi a Roma,
ancora riscontrabile negli anni '50, e che una volta era tradizione
portare il figliolo all'esecuzione in piazza e dargli uno scappelloto
nel momento culminante dicendo "Aricordate che 'sta fine ' a fanno pure
quelli mejo de te".
Questa ambivalenza antropologica si estendeva anche agli oggetti
connessi: la corda dell'impiccato, i panni che indossava, meglio se
s*****hi delle sue ultime deiezioni, a volte pezzi del suo stesso corpo,
tipo una mano erano considerati una volta potenti oggetti talismanici.
mosca.muha@gmail.com 1 Set 2017 12:03
Il giorno venerdì 1 settembre 2017 11:49:43 UTC+2, Bhisma ha scritto:
> Maurizio Pistone wrote:
>
>> Credo che dobbiamo invece richiamarci a quel sentimento profondo,
>> primordiale, che trasforma certi oggetti, e i simboli che li
>> rappresentano, in "tabù" o "impurità".
>
> Oh, sì, l'avversione popolare, direi quasi l'orrore verso il boia, era
> vivissima anche quando le esecuzioni in piazza con annesse ******* >
squartamenti eccetera erano soprattutto una distrazione e una festa, o
> un'occasione educativa a cui portare pure i bambini.
> Leggevo in un qualche libro di folclore che "Bella giornata, peccato
> nun ce sia l'impiccaggione" era un modo di dire dei vecchi a Roma,
> ancora riscontrabile negli anni '50, e che una volta era tradizione
> portare il figliolo all'esecuzione in piazza e dargli uno scappelloto
> nel momento culminante dicendo "Aricordate che 'sta fine ' a fanno pure
> quelli mejo de te".
> Questa ambivalenza antropologica si estendeva anche agli oggetti
> connessi: la corda dell'impiccato, i panni che indossava, meglio se
> s*****hi delle sue ultime deiezioni, a volte pezzi del suo stesso corpo,
> tipo una mano erano considerati una volta potenti oggetti talismanici.

Di parere opposto era Jefferson, che dovette lottare contro la plebaglia che
amava il linciaggio. Un albero ed il ladro di cavalli vi finiva appeso. Quasi
cent'anni di conflitti cogli sceriffi, ben descritta dai western.
cfr. Hanna Harendt "Sulla Rivoluzione"
Bhisma 1 Set 2017 12:19
mosca.muha@gmail.com wrote:

> Di parere opposto era Jefferson, che dovette lottare contro la
> plebaglia

Eh, non a caso era un razionalista ed un illuminista.

Qui stiamo parlando di una delle idee, direi quasi di un istinto, tra i
più oscuri potenti e primitivi dell'essere umano, proabilmente
addirittura preesistente alle religioni strutturate
Il: l'idea che la morte, in specie violenta libera in modo traumatico
una quantità di energia vitale, chiamiamola "mana" in stile polinesiano
(cfr p.e. come i fantasmi siano per solito morti di morte violenta).
Questa energia vitale è ambigua e pericolosa, va maneggiata con molta
cautela e le dovute regole, vedi ad esempio i sacrifici di età classica
e simili. Propiziavano gli dèi, ma se qualcosa andava storto, era una
sciagura.
Mi chiedo se lo stesso divieto cristiano di versare sangue fatto alla
Chiesa non abbia attinenza con questo: il sangue appare energia vitale
"par excellence". Molto prima che si diffondano le leggende vampiriche,
in Omero, il sangue vitalizza le larve dei ******* mettendole in grado
di ragionare e parlare. Senza di esso sono mere ombre impersonali ed
inconsistenti.
Comunque sia, la cerimonia dell'esecuzione in piazza appartiene molto
alla sfera del "sacro", antropologicamente. Intendo "sacro" nel suo
senso più lato, dunque anche temibile, pericoloso, interdetto ai comuni
mortali: il "sacer esto" degli antichi Romani.
Il boia passa la vita ad esporsi al "mana" dei condannati.
Dunque, è "tabù".
Jinx 1 Set 2017 12:49
Il 01/09/2017 02:36, Jurassic Park ha scritto:
>
>
> "Maurizio Pistone"  wrote in message
> news:1nbn3yz.dztxoibwfpglN%scrivimi@mauriziopistone.it...
>
>
>> "Bòia!" credo che sia un'imprecazione panitaliana, fortemente
>> espressiva, poiché evoca un personaggio che non può essere simpatico
>> neanche al più convinto sostenitore della legge e dell'ordine.
>
> A Livorno dicono "Boia dé!" che è una esclamazione buona per tutti gli
> usi...
>
> Carlo "Jurassic Park"
>
>

dipende dal ruolo che assunse il boia: se era al servizio di una
monarchia gretta e avida come i Savoia, si sarebbe meritato un
appellativo spregevole. Se invece era al servizio della giustizia allora
sarebbe stato acclamato dal popolo, come lo fu Mastro Titta, il boia del
papato, celebrato nei sonetti del Belli e del Pasquino. Ce ne vuole un
Mastro Titta ai nostri giorni per giustiziare tutti questi terroristi
islamici.
Arduino 1 Set 2017 14:37
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> guarda un po', questo genere di spiegazione "classista" non mi convince.

> Il sotterratore, poverino, ...

Tutto vero. Però dobbiamo aggiungere che nessuno ha mai preso con le pinze i
soldi del sotterratore, né gli ha dato il pane rovesciato.
Ostilità vera e propria poi è impensabile.
Dall'altra parte è innegabile la simpatia che una parte della popolazione ha
per le varie mafie, anche in luoghi dove non si pensa. Se a Milano si dice di
uno che è una teppa, il significato è positivo. Sbirro è negativo, boia
ovunque esecrabile.



--
Arduino d'Ivrea
Bhisma 2 Set 2017 11:09
Arduino wrote:

> Tutto vero. Però dobbiamo aggiungere che nessuno ha mai preso con le
> pinze i soldi del sotterratore, né gli ha dato il pane rovesciato.

Enrica Guerra, nel suo "L'eterna condana - la figura del carnefice
nella società tardomedievale italiana" [1] osserva che in Italia, ma
anche in Francia, era prassi comune che i "manigoldi" (altro nome del
carnefice che non è certo divenuto un complimento) erano di solito
reclutati tra gli stranieri; i condannati forestieri si vedevano
offrire spesso l'incarico infamante in cambio di una totale o parziale
remissione di
pena.
Lei stessa osserva che, in tempi in cui il timore di pestilenze,
contagi era vivissimo, e lo straniero era circondato di precauzioni e
sospetti non solo come possibile infetto ma come "untore", questa
circostanza contribuiva a creare l'alone "nero" del boia e a
incentivare atteggiamenti di questo tipo.
Dal canto mio osservo che sebbene ci siano anche motivazioni
razionalissime per scelte del genere, ad esempio impedire che il boia
fosse coinvolto in beghe locali (allo stesso modo il Podestà di un
comune era spesso straniero) si trovasse costretto ad occuparsi di
amici e parenti eccetera, può pesare anche su questo l'idea del
"tabù", impedire che la comunità locale fosse contaminata da quel che
di negativo di cui il boia era portatore.
Noto di passata che misure del genere "metti i tuoi soldi nell'aceto",
per quanto razionalmente intese ad evitare il contagio, erano anche
rivolte contro "contagi" assai più immateriali: ad esempio spesso erano
gli ebrei a cui era probito ogni contatto fisico con la popolazione o
quasi. (Cfr. il Gran Maestro dei Templari in "Ivanhoe" di W. Scott,
all'ebreo Isacco che cerca di abbracciargli le ginocchia in segno di
supplica: <Fermo. Gli infedeli io li tocco solo con la mia spada>
(citazione a memoria :-D )

L'autrice fa cenno anche al tema del "Tabù" che ho cercato di
introdurre io, citando *****oghe costumanze degli antichi Germani, ma il
suo è un discorso molto più ampio, che introduce diversi elementi, sia
a carattere contingente come l' "estraneità" del boia, sia religiosi:
ad esempio una predica di san Bernardino da Siena in cui il boja è
nientemeno simile al Diavolo: fa il male, è disprezzato ed esecrato da
tutti, ma lo fa nell'ambito di un piano superiore di giustizia, terrena
nel caso del carnefice, divina nel caso del demonio.
(Noto qui che pure il Satana del libro di Giobbe si adatta benissimo
ad un ruolo del genere).
Facilmente credenze ebraico-cristiane, antichissime superstizioni
primordiali, reminiscenze di età pagana, oltre a concreti elementi di
contingenza socioculturale si sono fusi assieme nel dar vita ad un'idea
addirittura "diabolica" del boia. Che -- e questo non lo sapevo proprio
-- se dava prova di incapacità nel proprio lavoro, se l'esecuzione
andava male, spesso e volentieri poteva essere lapidato sul posto dalla
folla insorta...

===========================
[1] Non è integrale, ma comunque ampi stralci sono disponibili su
Google libri: https://goo.gl/bSuzw8
Arduino 2 Set 2017 19:23
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> ha scritto:


> Enrica Guerra, nel suo "L'eterna condana - la figura del carnefice
> nella società tardomedievale italiana" [1] osserva che in Italia, ma
> anche in Francia, era prassi comune che i "manigoldi" (altro nome del
> carnefice che non è certo divenuto un complimento) erano di solito
> reclutati tra gli stranieri;

Mi fa piacere che una volta tanto hai omesso di trolleggiare, per cui
volentieri ti rispondo:
Interessante questo particolare del boia straniero, un modo per non contaminare
la società "Nessuno di noi è boia"


> Che -- e questo non lo sapevo proprio
> -- se dava prova di incapacità nel proprio lavoro, se l'esecuzione
> andava male, spesso e volentieri poteva essere lapidato sul posto dalla
> folla insorta...

Interessanti le tematiche che esponi nelle parti che per snellire ho tolto.
Comunque, a livello popolare anche ora il termine boia viene usato come
sinonimo di diavolo ("se continui a guardarti allo specchio, andrà a finire che

vedrai il boia") Ritornando alla tematica iniziale, non sapevo che potessero
giungere fino alla lapidazione, ma volevo appunto introdurre l'argomento delle
sommosse popolari quando il boia eseguiva male il lavoro, per riproporre il
concetto che in fondo la folla era cosciente del fatto che il boia stava
compiendo un qualcosa che non andava fatto, avesse ritenute giuste tutte le
esecuzioni, cosa sarebbe cambiato se un malfattore fosse stato ucciso con due o
tre colpi di scure?.



--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 2 Set 2017 19:52
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> cosa sarebbe cambiato se un malfattore fosse stato ucciso con due o
> tre colpi di scure?.

per Maria la Cattolica furono appunto necessari due colpi

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino 2 Set 2017 20:10
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> per Maria la Cattolica furono appunto necessari due colpi

Penso che intendi dire Maria Stuarda, dato che Non mi risulta che Maria la
Sanguinaria sia stata decapitata.

--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 2 Set 2017 20:30
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

>> per Maria la Cattolica furono appunto necessari due colpi
>
> Penso che intendi dire Maria Stuarda, dato che Non mi risulta che Maria la
> Sanguinaria sia stata decapitata.

intendevo la scozzese

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino 3 Set 2017 00:30
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> intendevo la scozzese

Uno dei più infami delitti di cui si macchiò la coron inglese, che resterà a
perenne vergogna dei Tudor!


--
Arduino d'Ivrea
ADPUF 20 Set 2017 00:35
Arduino 00:30, domenica 3 settembre 2017:

> Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:
>
>
>> intendevo la scozzese
>
> Uno dei più infami delitti di cui si macchiò la coron
> inglese, che resterà a perenne vergogna dei Tudor!


Perché?
Complottava, alto tradimento.


--
AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
ADPUF 20 Set 2017 00:38
Maurizio Pistone 19:52, sabato 2 settembre 2017:

> Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:
>
>> cosa sarebbe cambiato se un malfattore fosse stato ucciso
>> con due o tre colpi di scure?.
>
> per Maria la Cattolica furono appunto necessari due colpi


La decapitazione era un privilegio riservato agli
aristocratici.

Il popolo veniva impiccato.

Non per caso l'aiutante del boia era detto "il tirapiedi".

Solo con l'egualitarismo postrivoluzionario a tutti fu concessa
la clemente ghigliottina.


--
AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
ADPUF 20 Set 2017 00:39
Maurizio Pistone 19:52, sabato 2 settembre 2017:

> Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:
>
>> cosa sarebbe cambiato se un malfattore fosse stato ucciso
>> con due o tre colpi di scure?.
>
> per Maria la Cattolica furono appunto necessari due colpi


L'avranno licenziato per incapacità, e senza liquidazione.


--
AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
Arduino 20 Set 2017 09:32
ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> ha scritto:

> Perché?
> Complottava, alto tradimento.

Si era trattato di un complotto legittimista, cui al più potrebbe aver dato un
assenso, ma in cui la sua implicazione poteva trovarla solo la "corte della
regina"



--
Arduino d'Ivrea
Arduino 20 Set 2017 09:33
ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> ha scritto:


> La decapitazione era un privilegio riservato agli
> aristocratici.

In Inghilterra. Da altre parti ognuno faceva come gli pareva;))

--
Arduino d'Ivrea

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Discussioni sulla Storia | Tutti i gruppi | it.cultura.storia | Notizie e discussioni storia | Storia Mobile | Servizio di consultazione news.