Discussioni sulla Storia
 

Chi aderi al fascismo

bruno.rubattino@gmail.com 17 Ago 2017 15:46
Esisteva poi un substrato sociale fatto di piccoli proprietari terrier che era
nata alla fine della guerra grazie alla riforma agraria promossa dal governo
Italiano che adesiva affascinante di combattimento per paura di perdere quanto
Con qui stato ed era localizzazione nel centro nord infine i grandi industriali
vedevano in mussolini
L'unico in grado di fermare l'avanzare del socialismo
Maurizio Pistone 17 Ago 2017 16:15
<bruno.rubattino@gmail.com> wrote:

> Esisteva poi un substrato sociale fatto di piccoli proprietari terrier che
>era nata alla fine della guerra grazie alla riforma agraria promossa
>dal governo Italiano che adesiva affascinante di combattimento per
>paura di perdere quanto Con qui stato ed era localizzazione nel centro
>nord infine i grandi industriali vedevano in mussolini
>

Italian translation, please

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino 18 Ago 2017 00:25
bruno.rubattino@gmail.com <bruno.rubattino@gmail.com> ha scritto:

> Esisteva poi un substrato sociale fatto di piccoli proprietari terrieri


Al di la delle formulette, il fascismo fu un fenomeno interclassista
basato soprattutto sul reducismo.
La conquista socialista del mondo bracciantile e soprattutto contadino
era stata in parte effimera. I socialisti erano soprattutto un partito
operaio, e come priorità avevano gli interessi operai. Nel biennio rosso
il socialismo era dilagato anche in campagna, ma a partire dall'inizio
del 1921 cominciò a crearsi una certa frattura: i contadini, che avevano
fatto la guerra, cominciarono a maturare rancore verso gli operai
socialisti che in larghissima parte non l'avevano fatta, essendo
esonerati perché addetti alla produzione bellica, e che si erano messi ad
osteggiare il patriottismo, facendo si che si abolisse anche la
celebrazione della vittoria.
Ci fu allora quello che Mao chiamò: asse***** della campagna alle città.
Ancora nel 1924 in tutte le grandi città, esclusa Roma, i fascisti
persero, ma la campagna, allora maggioritaria, era fascista.

--
Arduino d'Ivrea
bruno.rubattino@gmail.com 27 Ago 2017 01:14
Capire chi ha abracciato l'ideologia fascista nelle diverse fasi significa
identificare le classi sociali che vi aderirono, se non si Identificano non si
capisce come un movimento politico così diverso dai partiti politici
dell'epoca possa essere arrivato a prendere il potere in Italia.
La cosa che personalmente trovo stupefacente e che dovrebbe fare riflettere è
la capacità di mettere assieme politicamente un piccolo proprietario terriero
e Un grande industriale!!!! Condividere idee azioni comuni (ovviamente il grande
industriale non si s*****a a le mani) con la mentalità di oggi non sembra
facile!!!
Arduino 27 Ago 2017 10:47
bruno.rubattino@gmail.com <bruno.rubattino@gmail.com> ha scritto:

> Capire chi ha abracciato l'ideologia fascista nelle diverse fasi
significa identificare le classi sociali che vi aderirono, se non si
Identificano non si capisce come un movimento politico così diverso dai
partiti politici dell'epoca possa essere arrivato a prendere il potere in
Italia.
> La cosa che personalmente trovo stupefacente e che dovrebbe fare
riflettere Ú la capacità di mettere assieme politicamente un piccolo
proprietario terriero e Un grande industriale!!!! Condividere idee azioni
comuni (ovviamente il grande industriale non si s*****a a le mani) con la
mentalità di oggi non sembra facile!!!

Il collante segreto del fascismo, va cercato nel nazionalismo. Traducendo
nella situazione attuale il discorso che il fascismo faceva, in sostanza
sarebbe:
"Anche se tu facessi parte della categoria di operai meglio pagata del
Burundi, saresti un miserabile, se tu fossi l'industriale più ricco del
Burundi, saresti un pezzente a livello mondiale. Perciò il vostro comune
interesse, non è fare scioperi per avere un aumento di stipen*****, o cercare
di pagare il meno possibile gli operai, Bensì quello di far crescere la
nazione. La nazione prospera, significa prosperità per tutti"



--
Arduino d'Ivrea
Bhisma 27 Ago 2017 11:23
bruno.rubattino@gmail.com wrote:

> Capire chi ha abracciato l'ideologia fascista nelle diverse fasi
> significa identificare le classi sociali che vi aderirono, se non si
> Identificano non si capisce come un movimento politico così diverso
> dai partiti politici dell'epoca possa essere arrivato a prendere il
> potere in Italia. La cosa che personalmente trovo stupefacente e
> che dovrebbe fare riflettere è la capacità di mettere assieme
> politicamente un piccolo proprietario terriero e Un grande
> industriale!!!! Condividere idee azioni comuni (ovviamente il grande
> industriale non si s*****a a le mani) con la mentalità di oggi non
> sembra facile!!

La migliore *****isi mi sembra quella di De Felice, ma non è
riassumibile in formulette

http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia-del-Novecento%29/

Comunque il "miracolo" di mettere assieme interessi sociali
contrastanti è abbastanza tipico del populismo nelle sue varie forme
politiche.
Bhisma 27 Ago 2017 12:19
Bhisma wrote:

> Comunque il "miracolo" di mettere assieme interessi sociali
> contrastanti è abbastanza tipico del populismo nelle sue varie forme
> politiche.

Il termine "populismo" è divenuto abbastanza controverso, preciso
quindi che qui lo uso nella sua accezione classica: il rapporto
direttto (o che si vuole dare ad intendere come tale) di natura
fiduciaria e pressoché mistica tra "capo" e "popolo".
Da questo punto di vista possono essere definiti populisti fenomeni
anche piuttosto lontani tra loro per altri versi: Mussolini, Hitler,
Stalin, Peròn, Castro, e via dicendo presentano tutti un aspetto
populista piuttosto spiccato. Essere un ricco capitalista o un
privilegiato apparachnik di partito o un professionista o uno sfigato
che s'appuzza dalla fame è del tutto irrilevante, da questa angolazione
ideologica, rispetto al condividere la fede nel "capo".
Maurizio Pistone 27 Ago 2017 14:03
<bruno.rubattino@gmail.com> wrote:

> Capire chi ha abracciato l'ideologia fascista nelle diverse fasi
>significa identificare le classi sociali che vi aderirono, se non si
>Identificano non si capisce come un movimento politico così diverso
>dai partiti politici dell'epoca possa essere arrivato a prendere il
>potere in Italia.
>
> La cosa che personalmente trovo stupefacente e che dovrebbe fare
>riflettere è la capacità di mettere assieme politicamente un piccolo
>proprietario terriero e Un grande industriale!!!! Condividere idee
>azioni comuni (ovviamente il grande industriale non si s*****a a le
>mani) con la mentalità di oggi non sembra facile!!!
>

un simile ragionamento una volta sarebbe stato bollato come
"meccanicistico"

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Maurizio Pistone 27 Ago 2017 14:03
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Il collante segreto del fascismo, va cercato nel nazionalismo. Traducendo
> nella situazione attuale il discorso che il fascismo faceva, in sostanza
> sarebbe:
> "Anche se tu facessi parte della categoria di operai meglio pagata del
> Burundi, saresti un miserabile, se tu fossi l'industriale più ricco del
> Burundi, saresti un pezzente a livello mondiale. Perciò il vostro comune
> interesse, non è fare scioperi per avere un aumento di stipen*****, o cercare
> di pagare il meno possibile gli operai, Bensì quello di far crescere la
> nazione. La nazione prospera, significa prosperità per tutti"

il nazionalismo era il collante del fascismo, ma non certo nei confronti
dei Burundesi. I nemici all'epoca non erano i "negri", ma i vincitori
della IGM, a cui si attribuiva il "tradimento" delle nostre aspirazioni;
gli Jugoslavi, che ci avevano rubato le terre irredente ecc.

Il ragionamento che hai sintetizzato è di tipo economicistico, condito
con una buonda dose di razzismo del tempo della globalizzazione e delle
migrazioni; un totale anacronismo se riportato alla situazione degli
anni '20 del secolo scorso.

====

cito a memoria: il più povero dei nostri operai dispone di maggiori
lussi del capo di una tribù di selvaggi. Adam Smith.

====

L'altro collante era in modernismo: basta con il vecchio (Giolitti e
compagnia bella); avanti il Nuovo, questi giovani valorosi temprati nel
fuoco delle trincee ecc.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Maurizio Pistone 27 Ago 2017 14:03
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> wrote:

>> Comunque il "miracolo" di mettere assieme interessi sociali
>> contrastanti è abbastanza tipico del populismo nelle sue varie forme
>> politiche.
>
> Il termine "populismo" è divenuto abbastanza controverso, preciso
> quindi che qui lo uso nella sua accezione classica: il rapporto
> direttto (o che si vuole dare ad intendere come tale) di natura
> fiduciaria e pressoché mistica tra "capo" e "popolo".

è il senso che do anch'io io:

https://mauriziopistone.it/blog/2009/05/29/populismo/

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino 27 Ago 2017 15:42
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:


> il nazionalismo era il collante del fascismo, ma non certo nei confronti
> dei Burundesi. I nemici all'epoca non erano i "negri", ma i vincitori
> della IGM, a cui si attribuiva il "tradimento" delle nostre aspirazioni;
> gli Jugoslavi, che ci avevano rubato le terre irredente ecc.

> Il ragionamento che hai sintetizzato è di tipo economicistico, condito
> con una buonda dose di razzismo del tempo della globalizzazione e delle
> migrazioni; un totale anacronismo se riportato alla situazione degli
> anni '20 del secolo scorso.

Condivido il resto che hai scritto, quanto però al Burundi, purtroppo ho dato
in modo sbagliato l'immagine Ovvio che il fascismo non abbia mai parlato del
Burundi, che fra l'altro allora non esisteva, perlomeno come entità statale.
Riassumendo in altro modo, in sostanza il fascismo diceva: Inutile stiate a
scannarvi per questioni salariali in una nazione povera, interesse comune di
industriali, operai, contadini, è la prosperità della nazione, in una nazione
più prospera ci penserà il fascismo a distribuire equamente i benefici. Mentre

in una nazione impoverita da continue lotte sociali, si potrebbe solo spartire
la povertà.
Inoltre c'era anche un certo rifiuto dell'economicismo, la grandezza della
patria avrebbe dovuto valere di più dell'interesse economico privato.
L'adesione al fascismo in molti casi potrebbe essere paragonata al tifo per il
calcio: L'industriale e l'operaio tifano assieme per la stessa squadra.

> ====
>
> cito a memoria: il più povero dei nostri operai dispone di maggiori
> lussi del capo di una tribù di selvaggi. Adam Smith.
>
> ====
>
> L'altro collante era in modernismo: basta con il vecchio (Giolitti e
> compagnia bella); avanti il Nuovo, questi giovani valorosi temprati nel
> fuoco delle trincee ecc.

Esatto, il fascista si sentiva attore di una nuova Italia forgiata nelle
trincee, al di la della sua professione e della sua categoria.


--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone 27 Ago 2017 16:01
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Riassumendo in altro modo, in sostanza il fascismo diceva: Inutile stiate a
> scannarvi per questioni salariali in una nazione povera, interesse comune di
> industriali, operai, contadini, è la prosperità della nazione, in una
nazione
> più prospera ci penserà il fascismo a distribuire equamente i benefici.
Mentre
> in una nazione impoverita da continue lotte sociali, si potrebbe solo spartire
> la povertà.
> Inoltre c'era anche un certo rifiuto dell'economicismo, la grandezza della
> patria avrebbe dovuto valere di più dell'interesse economico privato.
> L'adesione al fascismo in molti casi potrebbe essere paragonata al tifo per il
> calcio: L'industriale e l'operaio tifano assieme per la stessa squadra.

allora andiamo d'accordo:

<https://mauriziopistone.it/blog/2017/04/27/destra-sinistra-e-perche-no-una-destra-di-sinistra-o-una-sinistra-di-destra/>

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Bhisma 28 Ago 2017 09:44
Maurizio Pistone wrote:

> Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> wrote:
>
>>> Comunque il "miracolo" di mettere assieme interessi sociali
>>> contrastanti è abbastanza tipico del populismo nelle sue varie
>>> forme politiche.
>>
>> Il termine "populismo" è divenuto abbastanza controverso, preciso
>> quindi che qui lo uso nella sua accezione classica: il rapporto
>> direttto (o che si vuole dare ad intendere come tale) di natura
>> fiduciaria e pressoché mistica tra "capo" e "popolo".
>
> è il senso che do anch'io io:
>
> https://mauriziopistone.it/blog/2009/05/29/populismo/

Condivido.

Anche la tua *****isi di come si definisce "il popolo" all'interno
dell'ideologia populista, su cui per brevità non mi ero soffermato.

Però io farei un distinguo netto tra il restare nell'ambito democratico
o meno.

Da questo punto di vista un leader politico sul tipo di un Berlusconi
(o di un De Gaulle, a proposito :-D ) per quanto possa fondarsi sul
carisma personale, per quanto possa indubbiamente presentare sfumature
populistiche abbastanza accentuate nel definire il proprio ruolo (l'
"unto del Signore", l'uso dei mezzi di comunicazione di massa, "je vous
ai compris", etc.) resta pur sempre all'interno del gioco democratico
quindi non è un "vero" populista.

Va anche detto che forse noi due siamo (eravamo?) meno abituati alle
sfumature populistiche che caratterizzano forme di democrazia tipo
presidenzialismo, che negli USA prevedono un rapporto più diretto e
"personale" tra elettorato e candidati e un largo fare appello alla
visceralità di un sistema di valori consolidati, specie patriottici e
in misura minore religiosi, "nazionalpopolari" come mi pare avvenga
nelle elezioni USA.
A occhio e croce mi sembra chi dicesse "l'America fa schifo" come da
noi disinvoltamente dicono alcuni personaggi politici italiani dicono
dell'Italia, non avrebbe la minima chance di essere fatto non dico
presidente ma sindaco di un paesino USA :-D
Maurizio Pistone 28 Ago 2017 12:05
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> wrote:

> Però io farei un distinguo netto tra il restare nell'ambito democratico
> o meno

il populismo in certi casi si presenta informe più o meno "pure", come
nel caso del fascismo; ma molto spesso come una "coloritura" più o meno
accentuata di altre forme della politica.

Direi anzi che una piccola dose di populismo è componente quasi
indispensabile di ogni forma di comunicazione politica che voglia avere
efficacia di massa. Andare oltre le forme della democrazia garantista è
uno spostamento che spesso avviene per gradi.

Questo è il motivo per cui il populismo è una forma politica
particolarmente insi*****sa. Si dice sempre "posso smettere quando
voglio..."

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Bhisma 28 Ago 2017 12:17
Maurizio Pistone wrote:

> Direi anzi che una piccola dose di populismo è componente quasi
> indispensabile di ogni forma di comunicazione politica che voglia
> avere efficacia di massa.

Mah, sai, prendiamo ad esempio Enrico Berlinguer l'ultimo "grande"
segretario del PCI. Anche se a vederlo era il contrario di un populista
doc, il suo rapporto diretto e personale con gli italiani era tale, che
quando morì lui il lutto popolare per la sua scomparsa fu talmente
grande che l'unica volta in cui il PCI riuscì a superare la DC alle
elezioni fu proprio quella :-)

O prendiamo per esempio John Fitzgerald Kennedy e il suo divenire mito
nella storia americana...

"Populismi" del genere sono fisiologici e molto lontani dal costituire
un pericolo per la democrazia, io penso.
Maurizio Pistone 28 Ago 2017 15:22
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> wrote:

> A occhio e croce mi sembra chi dicesse "l'America fa schifo" come da
> noi disinvoltamente dicono alcuni personaggi politici italiani dicono
> dell'Italia, non avrebbe la minima chance di essere fatto non dico
> presidente ma sindaco di un paesino USA :-D

temo che esista una correlazione diretta fra l'esito della IIGM e certi
nostri vizi culturali, che sicuramente erano già presenti, ma si sono
fortemente accentuati tanto che noi li diamo per scontati

il solito "antiitalianismo" (che in certi casi può anche essere
giustificato, purtroppo) è almeno in parte una risposta viscerale ad una
sconfitta bruciante e senza attenuanti, un'esaltazione propagandistica
che alla fine ha mostrato tutti i suoi limiti, lasciando il posto -
direi abbondantemente oltre il giusto - allo scherno e al dileggio

il crollo improvviso dell'apparato statale fascista ha esasperato in noi
il già radicato principio del "particulare", il rifiuto preconcetto di
ogni forma di gestione oganizzata, di ogni regola precostituita che
veiene vissuta - e denunciata - come oppressione "fascista"


--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Tizio.8020 28 Ago 2017 22:25
Il giorno domenica 27 agosto 2017 15:42:41 UTC+2, Arduino ha scritto:
> Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:
>
>
>> il nazionalismo era il collante del fascismo, ma non certo nei confronti
>> dei Burundesi. I nemici all'epoca non erano i "negri", ma i vincitori
>> della IGM, a cui si attribuiva il "tradimento" delle nostre aspirazioni;
>> gli Jugoslavi, che ci avevano rubato le terre irredente ecc.
>

> Riassumendo in altro modo, in sostanza il fascismo diceva: Inutile stiate a
> scannarvi per questioni salariali in una nazione povera, interesse comune di
> industriali, operai, contadini, è la prosperità della nazione, in una
nazione
> più prospera ci penserà il fascismo a distribuire equamente i benefici.
Mentre
> in una nazione impoverita da continue lotte sociali, si potrebbe solo spartire

> la povertà.
> Inoltre c'era anche un certo rifiuto dell'economicismo, la grandezza della
> patria avrebbe dovuto valere di più dell'interesse economico privato.
> L'adesione al fascismo in molti casi potrebbe essere paragonata al tifo per il

> calcio: L'industriale e l'operaio tifano assieme per la stessa squadra.
>
>
> --
> Arduino d'Ivrea


Certo, con questo risultato:
i miei nonni, bracciabnti *****fabeti che vennero sfollati dal fronte di Riolo
nell'inverno 1944, e quindi persero TUTTO, a fine guerra dovettero ripartire da
zero.
Ma già prima, con l'avvento del fascismo, si erano visti decurtare le già
magre paghe di una buona percentuale.

I signori Pirelli, Agnelli et compagnia cantante, cioè industriali, agrari
etc. che erano stati i fautori del fascismo, a fine guerra si trovarono sì un
pò di danni, ma ripartirono meglio e più forti di prima.


Ah sì, facevano proprio aprte della stessa squadra..
Arduino 29 Ago 2017 11:09
Maurizio Pistone <scrivimi@mauriziopistone.it> ha scritto:

> temo che esista una correlazione diretta fra l'esito della IIGM e certi
> nostri vizi culturali, che sicuramente erano già presenti, ma si sono
> fortemente accentuati tanto che noi li diamo per scontati

L'8 settembre deve essere stato quasi per tutti un trauma anche per un motivo
di cui non si tiene troppo conto: Grazie alla propaganda, fino al 10 giugno
l'italiano me***** ha creduto fossimo degli spaccamondo.
Con lo svolgersi del confitto, ci si è resi conto che non era esattamente così

(mio padre per illustrare, diceva che eravamo uno e mezzo, di cui ovviamente il
mezzo eravamo noi)però come naturale, si sarà continuato a credere a livello
popolare, che davamo un contributo comunque significativo.
Vedere che l'esercito tedesco era perfettamente in grado di fare da solo ciò
che faceva l'esercito italiano, deve essere stato un trauma psicologico
notevole.

--
Arduino d'Ivrea
Bhisma 29 Ago 2017 13:06
Arduino wrote:

> Grazie alla propaganda, fino al 10 giugno
> l'italiano me***** ha creduto fossimo degli spaccamondo

Sì, sì. Dopo Africa, Grecia, ******* i bombardamenti alleati eccetera,
la propaganda mussoliniana "vincere vincere vincere e vinceremo, in
cielo e in terra e in mar" influenzava ancora tutti. Avevano potuto
nascondere tutti i reduci, eh? Come fecero con gli alpini di ritorno
dal fronte russo, portelli dei carri ferroviari chiusi, e via, della
sconfitta non si parla più :-D

Peraltro, Arduì, che è successo di così significativo il 10 Giugno '43?

Nella tua favolistica storia alternativa gli Alleati sono sbarcati in
Sicilia un mese prima? :-DDD
Arduino 29 Ago 2017 13:33
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> ha scritto:


>> Grazie alla propaganda, fino al 10 giugno


> Sì, sì. Dopo Africa, Grecia, ******* i bombardamenti alleati eccetera,

Gli *****fabeti sono pregati di astenersi dal rispondere. Se chiedi a tua mamma
ti spiegherà che c'è scritto: FINO AL 10 GIUGNO. Dato che fino a tale data non

c'era stata né Grecia né bombardamenti, né... le tue ragliate sono tutte
fuoriluogo.
Nel caso ******* difficoltà di lettura, ti ripeto:
Gli *****fabeti sono pregati di astenersi dal rispondere. Se chiedi a tua mamma
ti spiegherà che c'è scritto: FINO AL 10 GIUGNO. Dato che fino a tale data non

c'era stata né Grecia né bombardamenti, né... le tue ragliate sono tutte
fuoriluogo.
Gli *****fabeti sono pregati di astenersi dal rispondere. Se chiedi a tua mamma
ti spiegherà che c'è scritto: FINO AL 10 GIUGNO. Dato che fino a tale data non

c'era stata né Grecia né bombardamenti, né... le tue ragliate sono tutte
fuoriluogo.
Gli *****fabeti sono pregati di astenersi dal rispondere. Se chiedi a tua mamma
ti spiegherà che c'è scritto: FINO AL 10 GIUGNO. Dato che fino a tale data non

c'era stata né Grecia né bombardamenti, né... le tue ragliate sono tutte
fuoriluogo.
Gli *****fabeti sono pregati di astenersi dal rispondere. Se chiedi a tua mamma
ti spiegherà che c'è scritto: FINO AL 10 GIUGNO. Dato che fino a tale data non

c'era stata né Grecia né bombardamenti, né... le tue ragliate sono tutte
fuoriluogo.


--
Arduino d'Ivrea
Bhisma 29 Ago 2017 13:53
Arduino wrote:

> Gli *****fabeti sono pregati di astenersi dal rispondere. Se chiedi a
> tua mamma ti spiegherà che c'è scritto: FINO AL 10 GIUGNO. Dato che
> fino a tale data non c'era stata né Grecia né bombardamenti,

Ah, sino al 10 giugno 1940, intendevi? E dillo, no? :-DDD

Mah, sai, il mio (quasi) nonno materno che era maresciallo dei
carabinieri, uomo d'ordine, nei secoli fedele (al re) eccetera, disse
proprio quel giorno a sua moglie e alla figlia adottiva: "QUest'uomo ci
porta alla rovina"...

Perché non ti leggi la memoria segretissima di Mussolini al re a
Badoglio a Graziani eccetera del Marzo 1940, Ardui'?
Eppure mica è la prima volta che te la posto, veh?

Si vede benissimo che lo sa anche lui che una guerra "seria" contro
l'Inghilterra l'Italia non può vincerla.

Il piano A é: Hitler vince per me ed io posso fare il figo

Il piano B... toh, non c'è un piano B, al momento.

Il piano B diventa poi : seguito a fare la guerra da perdente sino
all'ultimo sennò ci rimetto poltrona e *******
Sinché non si trasforma in "visto che gli Italiani non ne vogliono più
sapere di me, scappo travestito da tedesco".

Una figura formidabile, il tuo Duce, vero? Un autentico colosso... <g>


http://www.alieuomini.it/pagine/dettaglio/documenti,11/memoria_segreta_di_mussolini_sulla_condotta_della_guerra,102.html
Arduino 29 Ago 2017 14:13
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> ha scritto:


> Mah, sai, il mio (quasi) nonno materno che

Ah, tuo nonno, lui naturalmente essendo un Bhisma, sapeva tutto. ;((

--
Arduino d'Ivrea
Bhisma 29 Ago 2017 14:17
Arduino wrote:

> Ah, tuo nonno, lui naturalmente essendo un Bhisma, sapeva tutto

Naturalmente no. Ma un umile maresciallo dei carabinieri ne capiva più
di tanti fascistoni "siamo più forti degli inglesi" a quanto pare.
Chissa perché
Maurizio Pistone 29 Ago 2017 22:03
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> wrote:

> Ah, sino al 10 giugno 1940, intendevi? E dillo, no? :-DDD

be', 10 giugno è quello, se dici "il ventiquattro maggio..." difficile
che ti si chieda l'anno...

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Bhisma 30 Ago 2017 08:58
Maurizio Pistone wrote:

> be', 10 giugno è quello, se dici "il ventiquattro maggio..." difficile
> che ti si chieda l'anno...

Ci credi che pure il 24 maggio me lo sono dovuto controllare?
Lì per lì mi era venuta in mente l'ode di Manzoni e mi ero detto "ma
non era il *cinque* maggio?" :-DDD
Maurizio Pistone 30 Ago 2017 15:19
Arduino <22340invalid@mynewsgate.net> wrote:

> Ma prima si trattava appunto di un conflitto non mortale. Senza gli Usa, era
> trattabilissimo con gli inglesi uscirne senza troppi danni, unitamente alla
> Germania o da soli. Nel momento in cui furono in campo gli Usa, lo scontro
> diveniva mortale.

l'alleanza con Germania e Giappone era dichiaratamente la premessa di un
rivolgimento degli equilibri mondiali. Se l'Italia evesse deciso di
tenere un basso profilo approfittando opportunisticamente di un
eventuale conflitto generale, avrebbe dovuto comportarsi diversamente
fin dall'inizio. O almeno svincolarsi in silenzio da un sistema di
alleanze troppo impegnativo, accampando l'impreparazione ecc., come
effettivamente M. tentò nei primi mesi.

Ma il Balcone chiamava...

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
bruno.rubattino@gmail.com 10 Set 2017 19:29
Interessante se lo trovo lo leggo

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Discussioni sulla Storia | Tutti i gruppi | it.cultura.storia | Notizie e discussioni storia | Storia Mobile | Servizio di consultazione news.