Discussioni sulla Storia
 

Il mosaico dei pesci di Baratti

Bhisma 23 Ago 2017 10:44
https://i.pinimg.com/originals/95/da/4c/95da4c926a4231612e296815533e68f3.jpg

E' uno dei gioielli del museo di Piombino, è ritenuto comunemente
risalire al primo secolo a.C. ed *****ogamente ad altri ritrovamenti di
soggetto simile deriva probabilmente da un modello alessandrino di
grandi dimensioni oggi perduto.

E' stato intensivamente studiato, vedi ad esempio "Populonia, un
mosaico e l'iconografia del naufragio" Elisabeth J. Mélanges de l'Ecole
française de Rome. Antiquité
http://www.persee.fr/doc/mefr_0223-5102_1999_num_111_1_2072

ma quella cui personalmente non avevo idea sino ad oggi è la
tormentatissima storia del reperto che desumo da un sito del museo
stesso: viene rinvenuto nel golfo di Baratti nel 1842,precisamente
durante la lavorazione di un vigneto sito sul terreno dell’allora conte
desideri in localita’ Poggio al Mulino.Il mosaico la cui data di
origine la si fa risalire indicativamente a cavallo del I e II secolo
a.c rimase nel castello di populonia fino al 1927 per poi trasferirsi
nelle mani dell avvocato Mussio( un possidente di terreni a Populonia)
,dopo la vendita di quest’ultimo da parte delle sorelle Desideri eredi
del Conte.Mussio trattiene per pochi anni il mosaico e nel 1932
quest’ultimo arriva nelle mani di un certo Luzio Crastan abitante di
Pontedera,in occasione di questo passaggio di mani,durante il trasporto
del mosaico da Populonia a Pontedera,il camion si ribalta e’ l’opera va
in mille pezzi.Crastan si occupa di far effettuare il restauro del
mosaico.La morte di Crassan sopraggiunta negli ultimi mesi del 1965
porta il mosaico ad essere venduto a un antiquario inglese per la cifra
di 4 milioni di lire [1] La prima vendita a Christie’s ando’ a buon
fine senza destare attenzione*,non si puo’ dire cosi per il secondo
tentativo quando l’annuncio di un antiquario,un certo Davidson nel 1976
,calamito’ l’attenzione del sopraintendente Maetzke per un primo
tentativo di riacquisizione che non ando’ a buon fine tuttavia,ma che
porto pero’ a una denuncia per il figlio di Crastan per alienazione
illecita,che fu poi sospesa per intervenuta amnistia.Nel 1995 lo stato
italiano riusci’ finalmente a recuperare il mosaico e riportarlo in
Italia,per merito di una certa Susan Walker del British Museum che lo
segnalo’ immediatamente alla Sopraintendenza archeologica della
Toscana.Attualmente tale mosaico e’ visibile a Piombino al Museo
archeologico di Cittadella.

[1] Malgrado una buona legge sulla tutela delle cose d'interesse
artistico o storico fosse stata emanata sin dal 1939, nell'ambito della
cd. "riforma Bottai" che testimonia dell'interesse del regime fascista
a fare " del patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale il
centro intorno a cui si costruisce e si raccoglie l'identità e l'unità
di un popolo"

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