Discussioni sulla Storia
 

Per non dimenticare

pirex 24 Ago 2017 22:13
LE STRAGI DEL '44 /
Vinca: il Monco li chiamò. E i “Mai Morti” risposero

Reder e 100 brigatisti neri di Carrara protagonisti di una strage
feroce: il 24 agosto si contarono oltre 170 morti

<http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/08/24/news/le-stragi-del-44-vinca-il-monco-li-chiamo-e-i-mai-morti-risposero-1.9809337?refresh_ce>
Bhisma 25 Ago 2017 09:56
pirex wrote:


>
<http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/08/24/news/le-stragi-del-44-vinca-il-monco-li-chiamo-e-i-mai-morti-risposero-1.9809337?refresh_ce>

Naturalmente le stragi nazifasciste più tristemente famose come questa,
sono solo la punta dell'iceberg.

Secondo gli studi più recenti [1] nel 1943-45 si contano circa 5.300
episodi di violenza nazifascista su civili o partigiani catturati, per
in totale di circa 22 mila morti.

Il 28 per cento dei morti fu soppresso nel corso di rappresaglie, il 27
nei rastrellamenti, l’8 nelle stragi “eliminazioniste” che annientano
intere comunità, come appunto quella di Vinca, L’87 per cento dei
caduti sono maschi, il 73 per cento in età dai 17 ai 55 anni.

I fascisti da soli si sono macchiati del 19 per cento degli episodi
ricostruiti.

======================================

[Fonte: Atlante delle stragi nazifasciste in Italia. 2013
Siccome ci sarà di certo chi cerca di sostenere che non è vero nulla e
che è tuuuuutta propaganda gomunista, ecco qui di seguito la storia
dello stu*****:

[Nel 2009 il governo italiano e quello della Repubblica Federale
Tedesca hanno insediato una Commissione storica congiunta (composta da
5 membri tedeschi e 5 membri italiani) con il mandato di elaborare
un’*****isi critica della storia e dell’esperienza comune durante la
seconda guerra mondiale, così da contribuire alla creazione di una
nuova cultura della memoria. A seguito delle raccomandazioni avanzate
dalla Commissione nel dicembre 2012 a conclusione dei suoi lavori, il
Governo della Repubblica Federale Tedesca si è impegnato a finanziare
una serie di iniziative tese a valorizzare la storia e la memoria dei
rapporti fra i due paesi nel corso del conflitto, con l’istituzione
presso il Ministero federale degli affari esteri di un “Fondo
italo-tedesco per il futuro”. Rientra fra queste iniziative la presente
ricerca, promossa in collaborazione dall’Istituto nazionale per la
storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e
dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI), che ha permesso
di definire un quadro completo degli episodi di violenza contro i
civili commessi dall’esercito tedesco e dai suoi alleati fascisti in
Italia tra il 1943 e il 1945.

L’Atlante delle stragi naziste e fasciste – che raccoglie i risultati
della ricerca condotta – si compone di una banca dati e dei materiali
di corredo (documentari, iconografici, video) correlati agli episodi
censiti, ospitati all’interno del sito web. Nella banca dati sono state
catalogate e *****izzate tutte le stragi e le uccisioni singole di
civili e partigiani uccisi al di fuori dello scontro armato, commesse
da reparti tedeschi e della Repubblica Sociale Italiana in Italia dopo
l’8 settembre 1943, a partire dalle prime uccisioni nel Meri*****ne fino
alle stragi della ritirata eseguite in Piemonte, Lombardia e Trentino
Alto Adige nei giorni successivi alla liberazione. L’elaborazione su
base cronologica e geografica dell’insieme dei dati censiti ha
consentito la definizione di una ‘cronografia della guerra nazista in
Italia’, che mette in correlazione modalità, autori, tempi e luoghi
della violenza contro gli inermi sul territorio nazionale.

L’indagine storica è stata condotta a livello locale da un gruppo di
oltre 90 ricercatori, che si è avvalso – oltre che dei risultati delle
precedenti stagioni di ricerca, relativi in particolare a Puglia,
Campania, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte – di tre serie di fonti
comuni a livello nazionale: la banca dati degli episodi di violenza sui
civili compiuti durante l’occupazione tedesca in Italia, elaborata
dalla Commissione storica italo-tedesca sulla base delle relazioni dei
carabinieri reperite presso l’Archivio dell’ufficio storico dello stato
maggiore dell’esercito e l’Archivio storico dei carabinieri di Roma; il
Registro generale delle denunce per crimini di guerra raccolte a
partire dal 1945 presso la Procura Generale Militare di Roma
(illegalmente archiviate nel 1960), reperito dalla Commissione
parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’occultamento dei fascicoli
relativi a crimini nazifascisti (XIV Legislatura); le sentenze e i
fascicoli dei procedimenti giudiziari dibattuti presso i Tribunali
militari nel corso dell’ultima stagione processuale (dal 1994 ad oggi).

I risultati dell’indagine hanno permesso di censire oltre 5000 episodi,
inseriti nella banca dati, per ognuno dei quali è stata ricostruita la
dinamica degli eventi, inserita nello specifico contesto territoriale e
nelle diverse fasi di guerra, e accertata l’identità delle vittime e
degli esecutori (quando possibile). A partire da alcune acquisizioni
storiografiche consolidate – la presenza di un sistema degli ordini che
legittima la violenza sui civili; i massacri come prodotto di
un’ideologia espansionistica di stampo razziale, quella nazista, che
mira a destrutturare i confini geografici e la dimensione sociale
dell’Europa – la ricerca ha posto in evidenza l’intreccio fra le
violenze perpetrate contro la popolazione inerme e gli obiettivi che
l’esercito tedesco si poneva nei diversi tempi e spazi della guerra in
Italia. Fra questi, la lotta contro gruppi di resistenza armata,
considerati – in particolare quelli di matrice comunista – promotori di
una guerra per bande illegittima e irregolare, che non si faceva
scrupolo di utilizzare quali soggetti attivi dello scontro donne e
bambini; le campagne di punizione degli oppositori politici; il disegno
di sfruttamento delle risorse umane ed economiche, attuato attraverso i
rastrellamenti e la deportazione di civili inviati al lavoro coatto; le
operazioni di ripulitura del territorio in prossimità delle linee
difensive e dei percorsi della ritirata; il rapporto di collaborazione
con uomini e strutture repressive e amministrative della Repubblica
sociale, a volte protagonisti di una propria autonoma strategia
stragista.


Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell’occultamento di
fascicoli relativi a crimini nazifascisti (2003-2006)
Commissione storica italo-tedesca, 2009-2012
Riferimenti bibliografici
Riferimenti bibliografici RSI]

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