Discussioni sulla Storia
 

VIttime italiane della deportazione nazifascista

Bhisma 25 Ago 2017 11:03
Secondo il riassunto che fa il prof. Giancarlo Restelli sul suo sito de
"Il libro dei deportati"(Mursia, tre tomi, 2554 pagine, 120 euro e mi
pesa un po' comprarlo) risultato di una ricerca promossa dall’Aned,
Associazione Nazionale Ex Deportati, diretta da Nicola Tranfaglia e
Brunello Mantelli e svolta dai ricercatori del Dipartimento di Storia
dell’Università di Torino (Francesco Cassata, Giovanna D'Amico,
Giovanni Villari) che hanno lavorato sugli archivi ufficiali dei campi
di concentramento, dei ministeri dell’Interno di Austria e Germania e
della Croce Rossa incrociando le informazioni con gli elenchi dei
deportati che in questi decenni sono stati ricostruiti e conservati sia
da singoli deportati e dalle loro associazioni, sia da istituti storici
locali, i deportati italiani furono circa 900.000, 800.000 dei quali si
concentrano a partire dall' 8 Settembre 1943.

- 430mila soldati italiani furono catturati dai tedeschi nei Balcani o
sulle varie isole, 416mila nell’Italia settentrionale e 102mila a Roma
e nel Sud. Quasi 60mila furono catturati in Francia. (totale 1 milione
di soldati nelle mani dei tedeschi). Di questi 197mila riuscirono a
fuggire.
Ai restanti 800mila fu posta la scelta tra restare nei campi tedeschi
tornare in Italia sotto Salò arruolarsi nelle SS o nella Wehmacht
L’80 per cento scelse la prigionia (90 per cento soldati, 70 per cento
ufficiali disse no).
Chi disse sì furono 186mila e molti di costoro prestarono servizio
nell’esercito tedesco o nel neonato esercito di Salò. Rimasero in
Germania 650mila nostri soldati
Almeno 42mila morirono nei campi vittime della fame, del lavoro che
poteva arrivare a 100 ore settim*****i, le malattie. A questi dobbiamo
sommare 13mila morti nei trasporti via mare, 6300 fucilati e 5400 morti
nel fronte orientale. In totale i morti furono circa 70mila.

– I lavoratori coatti: 100.000 furono gli operai inviati in Germania
prima del ’43. In questo momento sono tutti o quasi volontari attirati
dagli stipendi più alti. Con la guerra si trovano in prigionia

– 120.000 furono i lavoratori italiani che andarono in Germania dopo
l’8 settembre del ‘43, pochi i volontari, in maggioranza rastrellati
dalle stesse autorità della Rsi. Finirono in Campi di lavoro


– Furono 23.000 i deportati “politici”, i cosiddetti “Triangoli rossi”,
ossia i resistenti, i partigiani, gli scioperanti, i sindacalisti, gli
antifascisti. Dopo gli scioperi del marzo ’43 e del marzo ’44 ci furono
molte deportazioni. Morirono poco più di 10.000 persone, il 40% circa.
Finiro nei Kz (Campi di concentramento controllati dalle SS)

– Le donne italiane finite in un lager nazista furono circa 6.800 (di
cui 4.217 ebree)

– 8500 furono gli ebrei italiani deportati dopo l’8 settembre ’43
prevalentemente ad Auschwitz. Di essi 900 erano bambini. Sopravvissero
solo 1000 persone. Furono deportati nei Campi di sterminio controllati
dalle SS
Arduino 29 Ago 2017 13:42
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> ha scritto:


> Ai restanti 800mila fu posta la scelta tra restare nei campi tedeschi
> tornare in Italia sotto Salò arruolarsi nelle SS o nella Wehmacht
> L’80 per cento scelse la prigionia (90 per cento soldati, 70 per cento
> ufficiali disse no).
> Chi disse sì furono 186mila

E si, il numero degli ufficiali e dei soldati era pari...:(((
Quando si parla di matematica creativa...
Al luglio 1944 risultavano internati 25.000 ufficiali, e cc 575.000 fra
sottufficiali e truppa. Aggiungendo agli ufficiali il 30% che aveva
aderito, arriveremmo a 35.700, arrotondiamo a 11.000 coloro che avrebbero
aderito.
Pertanto, con un adesione della truppa al 10% come si coprono i 175.000
mancanti?

--
Arduino d'Ivrea
Bhisma 29 Ago 2017 13:57
Arduino wrote:

>> Ai restanti 800mila fu posta la scelta tra restare nei campi
>> tedeschi tornare in Italia sotto Salò arruolarsi nelle SS o nella
>> Wehmacht L’80 per cento scelse la prigionia (90 per cento soldati,
>> 70 per cento ufficiali disse no).
>> Chi disse sì furono 186mila
>
> E si, il numero degli ufficiali e dei soldati era pari...:(((

Capisco che il concetto di "percentuale" cozza contro la tua ardita
intelligenza di fascista su Marte... ma provaci, via :-D
Arduino 29 Ago 2017 14:10
Bhisma <Af.bhisma@gmail.com> ha scritto:


> Capisco che il concetto di "percentuale" cozza contro la tua ardita
> intelligenza di fascista su Marte... ma provaci, via :-D

e si, il 10% di 765.000 è 175.000.
Mi devi scusare, avevo usato la matematica fascista che asseriva che il
risultato sarebbe 76.500;((


--
Arduino d'Ivrea
Bhisma 29 Ago 2017 14:38
Arduino wrote:

>> Capisco che il concetto di "percentuale" cozza contro la tua ardita
>> intelligenza di fascista su Marte... ma provaci, via :-D
>
> e si, il 10% di 765.000 è 175.000.
> Mi devi scusare, avevo usato la matematica fascista che asseriva che
> il risultato sarebbe 76.500;((

Lascia il piselli@ehm... il pallottoliere fascista volevo dire,
Arduino, e segui attentamente.
Lo so che è difficile per te ma ce la puoi fare:
Dei circa 800.000 IMI italiani che non riuscirono a fuggire, l'80%
scelse la non collaborazione coi nazifascisti e restò in prigionia,
secondo l'autore.
Secondo l'autore fece questa scelta il 90% dei soldati e il 70% degli
ufficiali.
Del restante 20%, quei 186.000 che dice lui (160.000 a rigore, ma vabbé
sono conti approssimati) molti servirono sotto i tedeschi o nella RSI.
Le cifre che poi tiri fuori a caso *TU*, provenendo da te non
significano ovviamente nulla e ti servono solo per fare un po' di *******
Lo vedi com'è facile, Ardui'? :-DDD

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