Discussioni sulla Storia
 

Crisi di Suez

Bhisma af.bhisma 12 Set 2017 13:05
Come ho osservato in un post sulla campagna del NordAfrica nella seconda GM, il
C*****e di Suez, per quanto formalmente zona neutrale sotto ******* britannica
sin dalla fine dell'Ottocento, è sempre stato uno dei gioielli della Corona
inglesi, ed era impensabile, sin dall'intervento militare inglese in Egitto
contro l'Impero Turco, che sempre alla fine dell'Ottocento ebbe il C*****e come
obiettivo strategico, che l'Inghilterra rinunciasse ad esso senza combattere
duramente.

Nel 1956, il C*****e di Suez non era ormai più l'arteria principale dell'Impero
Britannico, a causa della sopravvenuta indipendenza dell'India (1948) Era
tuttavia pur sempre un'importantissima via di comunicazione per il petrolio del
Golfo Persico, e come tale, ragioni di prestigio internazionale a parte, un
asset strategico di somma importanza, da tenere gelosamente (agli occhi degli
inglesi e dei loro alleati occidentali) sotto la ******* britannica. Tra
l'altro, la finanza inglese deteneva la maggioranza o quasi delle azioni del
C*****e.

Dal 1952 Nasser aveva preso il potere in Egitto, dopo il rovesciamento di una
monarchia tradizionalmente filo-inglese e l'allontanamento delle truppe inglesi
ancora presenti nel paese (salvo fatto, appunto, il personale del C*****e)
Si era trattato di un colpo di stato militare (rivolta dei "Liberi Ufficiali")
sostenuto però dal sentire dell'ampia maggioranza delle popolazione egiziane.
Nasser nel 1956 dichiarò la nazionalizzazione egiziana del C*****e. A questa
mossa, sostenuta dagli alleati russi e cinesi del presidente arabo, intervenuti
anche con cospicue forniture di armamenti moderni, mossa del tutto naturale
anche dal punto di vista politico-ideologico e coerente con l'aggressivo
nazionalismo panarabo del leader egiziano, non furono certo estranee oltre a
considerazioni di natura economica (il bilancio del c*****e era da favola) le
tensioni politico-militari con Israele che aveva completato da poco il grande
porto di Eilat, che dominava gli accessi del c*****e. All'epoca, le incursioni
militari reciproche tra Egitto ed Israele erano all'ordine del giorno e
l'affacciarsi di Israele sul C*****e visto come una autentica iattura dal mondo
arabo.

La reazione anglofrancese non fu tardiva né incerta. Dispiegarono pesanti
forze aeronavali in area (all'epoca la Gran Bretagna aveva ancora diverse
portaerei, inoltre molte forze aeree da combattimento furono riposizionate a
Cipro, Malta, etc.) lanciarono paracadutisti britannici, fecero atterrare
truppe elitrasportate e brigate di Royal Marines presero terra con sbarchi
convenzionali etc, conquistando (o assediando ora non ricordo bene) Port Said.
Contemporaneamente l'esercito israeliano invase la striscia di Gaza e la
penisola del Sinai, puntando dritto verso il C*****e.
Come si seppe poi, queste mosse erano state oggetto di un accordo segreto tra
Francia Inghilterra ed Israele (protocollo di Sèvres): le forze israeliane
avrebbero dovuto avanzare sino al C*****e, Francia ed Inghilterra avrebbero
imposto un cessate il fuoco che avrebbe comportato l'arretramento degli eserciti
egiziano ed israeliano e l'interposizione di una forza anglo-francese a tutela
del C*****e.

La reazione egiziana, fu dura, compatibilmente con la mai troppo eccelsa forza
militare del paese: Nasser, sostenuto in verità dall'entusiasmo popolare
egiziano, fece affondare le navi in transito nel C*****e, rendendolo non
navigabile per un anno, mentre le forze armate egiziane opposero una resistenza
decisamente testarda pur fallendo nel tentativo di respingere le forze
avversarie.
Tuttavia non fu questa la principale ragione del fallimento del tentativo
anglo-francese-israeliano.
Dal punto di vista politico, l'epoca del colonialismo era ormai
irrimediabilmente tramontata e furono gli USA (ovviamente anche preoccupati di
un possibile allargamento del conflitto e delle reazioni del blocco comunista)
ad imporre un cessate il fuoco anche con minacce di pesanti sanzioni economiche
all'Inghilterra.
Inoltre, fatto direi molto significativo dal punto di vista storico, fu la prima
volta (credo) nella storia che i primi ministri di importanti paesi del
Commonwealth come Canada, Australia e (più ovviamente) anche India, si
pronunciarono a sfavore dell'intervento militare britannico.

Sir Anthony Eden, all'epoca primo ministro inglese, dovette dimettersi, le forze
anglofrancesi si ritirarono, e per proposta dell'allora Primo Ministro Canadese,
l'ONU costituì una forza di intervento multinazionale (credo anche in questo
fosse la prima volta che i "Caschi Blu" venivano impiegati in una missione di
peacekeeping) per assicurare in loco la pace sino al definitivo passaggio del
C*****e all'Egitto.

La crisi si risolse quindi, malgrado la semisconfitta militare, con totale
vantaggio dell'Egitto, aumento immenso della popolarità di Nasser nel mondo
arabo, forte impulso internazionale verso ideologie terzomondiste, eccetera. Fu
l'ultima volta, salvo le Falkland, che l'Inghilterrà si imbarcò in un
unilaterale intervento armato di questa portata a sostegno dei propri interessi.
Credo si possa dire che la data "ufficiale" del definitivo declino dell'Impero
Britannico sia proprio questa.
Arduino 14 Set 2017 20:27
Bhisma af.bhisma <af.bhisma@gmail.com> ha scritto:

> Come ho osservato in un post sulla campagna del NordAfrica nella
seconda GM, il C*****e di Suez, per quanto formalmente zona neutrale sotto
******* britannica sin dalla fine dell'Ottocento, Ú sempre stato uno
dei gioielli della Corona inglesi, ed era impensabile, sin
dall'intervento militare inglese in Egitto contro l'Impero Turco, che
sempre alla fine dell'Ottocento ebbe il C*****e come obiettivo strategico,
che l'Inghilterra rinunciasse ad esso senza combattere duramente.
>
> Nel 1956, il C*****e di Suez non era ormai più l'arteria principale
dell'Impero Britannico, a causa della sopravvenuta indipendenza
dell'India (1948) Era tuttavia pur sempre un'importantissima via di
comunicazione per il petrolio del Golfo Persico, e come tale, ragioni di
prestigio internazionale a parte, un asset strategico di somma
importanza, da tenere gelosamente (agli occhi degli inglesi e dei loro
alleati occidentali) sotto la ******* britannica. Tra l'altro, la
finanza inglese deteneva la maggioranza o quasi delle azioni del C*****e.
>
> Dal 1952 Nasser aveva preso il potere in Egitto, dopo il rovesciamento
di una monarchia tradizionalmente filo-inglese e l'allontanamento delle
truppe inglesi ancora presenti nel paese (salvo fatto, appunto, il
personale del C*****e)
> Si era trattato di un colpo di stato militare (rivolta dei "Liberi
Ufficiali") sostenuto però dal sentire dell'ampia maggioranza delle
popolazione egiziane.
> Nasser nel 1956 dichiarò la nazionalizzazione egiziana del C*****e. A
questa mossa, sostenuta dagli alleati russi e cinesi del presidente
arabo, intervenuti anche con cospicue forniture di armamenti moderni,
mossa del tutto naturale anche dal punto di vista politico-ideologico e
coerente con l'aggressivo nazionalismo panarabo del leader egiziano, non
furono certo estranee oltre a considerazioni di natura economica (il
bilancio del c*****e era da favola) le tensioni politico-militari con
Israele che aveva completato da poco il grande porto di Eilat, che
dominava gli accessi del c*****e. All'epoca, le incursioni militari
reciproche tra Egitto ed Israele erano all'ordine del giorno e
l'affacciarsi di Israele sul C*****e visto come una autentica iattura dal
mondo arabo.
>
> La reazione anglofrancese non fu tardiva né incerta. Dispiegarono
pesanti forze aeronavali in area (all'epoca la Gran Bretagna aveva ancora
diverse portaerei, inoltre molte forze aeree da combattimento furono
riposizionate a Cipro, Malta, etc.) lanciarono paracadutisti britannici,
fecero atterrare truppe elitrasportate e brigate di Royal Marines presero
terra con sbarchi convenzionali etc, conquistando (o assediando ora non
ricordo bene) Port Said.
> Contemporaneamente l'esercito israeliano invase la striscia di Gaza e
la penisola del Sinai, puntando dritto verso il C*****e.
> Come si seppe poi, queste mosse erano state oggetto di un accordo
segreto tra Francia Inghilterra ed Israele (protocollo di SÚvres): le
forze israeliane avrebbero dovuto avanzare sino al C*****e, Francia ed
Inghilterra avrebbero imposto un cessate il fuoco che avrebbe comportato
l'arretramento degli eserciti egiziano ed israeliano e l'interposizione
di una forza anglo-francese a tutela del C*****e.
>
> La reazione egiziana, fu dura, compatibilmente con la mai troppo
eccelsa forza militare del paese: Nasser, sostenuto in verità
dall'entusiasmo popolare egiziano, fece affondare le navi in transito nel
C*****e, rendendolo non navigabile per un anno, mentre le forze armate
egiziane opposero una resistenza decisamente testarda pur fallendo nel
tentativo di respingere le forze avversarie.
> Tuttavia non fu questa la principale ragione del fallimento del
tentativo anglo-francese-israeliano.
> Dal punto di vista politico, l'epoca del colonialismo era ormai
irrimediabilmente tramontata e furono gli USA (ovviamente anche
preoccupati di un possibile allargamento del conflitto e delle reazioni
del blocco comunista) ad imporre un cessate il fuoco anche con minacce di
pesanti sanzioni economiche all'Inghilterra.
> Inoltre, fatto direi molto significativo dal punto di vista storico, fu
la prima volta (credo) nella storia che i primi ministri di importanti
paesi del Commonwealth come Canada, Australia e (più ovviamente) anche
India, si pronunciarono a sfavore dell'intervento militare britannico.
>
> Sir Anthony Eden, all'epoca primo ministro inglese, dovette dimettersi,
le forze anglofrancesi si ritirarono, e per proposta dell'allora Primo
Ministro Canadese, l'ONU costituì una forza di intervento multinazionale
(credo anche in questo fosse la prima volta che i "Caschi Blu" venivano
impiegati in una missione di peacekeeping) per assicurare in loco la pace
sino al definitivo passaggio del C*****e all'Egitto.
>
> La crisi si risolse quindi, malgrado la semisconfitta militare, con
totale vantaggio dell'Egitto, aumento immenso della popolarità di Nasser
nel mondo arabo, forte impulso internazionale verso ideologie
terzomondiste, eccetera. Fu l'ultima volta, salvo le Falkland, che
l'Inghilterrà si imbarcò in un unilaterale intervento armato di questa
portata a sostegno dei propri interessi.
> Credo si possa dire che la data "ufficiale" del definitivo declino
dell'Impero Britannico sia proprio questa.

Purtroppo Eisenhower era un perfetto imbecille, e i francoinglesi
dimostrarono di non avere sufficiente coraggio, cosicché uscirono dal
novero delle grandi potenze.
Quanto ai sovietici, che in quegli stessi giorni reprimevano il sogno di
libertà dell'eroico popolo di Ungheria, furono premiati nella loro
tracotanza.
Quanto alle loro minacce nucleari, bene sarebbe stato che gli inglesi gli
avessero risposto che non erano i soli a possedere simili ordigni.


--
Arduino d'Ivrea
Bhisma af.bhisma 15 Set 2017 02:37
Il giorno giovedì 14 settembre 2017 20:28:00 UTC+2, Arduino ha scritto:

> Purtroppo Eisenhower era un perfetto imbecille, e i francoinglesi
> dimostrarono di non avere sufficiente coraggio,

Eh sì. Ci sarebbe voluto LUI. LUI sì che aveva le palle.

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