Discussioni sulla Storia
 

Stalin e Bulgakov

Bhisma 23 Set 2017 11:08
Michail Afanas'evic Bulgakov 1891 - 1940 fu (parere personale,
naturalmente) il più grande romanziere e scrittore russo del '900, e
uno dei più grandi al mondo del secolo.

Non fu soltanto "anticomunista", pur vivendo di prima persona i tempi
della rivoluzione bolscevica e gli esiti seguenti. La sua opera si
colloca (sempre parere personale) nel solco di quella grande tradizione
narrativa russa che -- per motivazioni anche religiose -- è decisamente
sospettosa se non avversa anche a razionalismo, scienza, modernità,
storicismo progressismo etc, tratto che lo accomuna decisamente, dal
punto di vista ideologico a Dostoevskij, Gogol, Tostoj etc.

Il suo capolavoro assoluto "Il Maestro e Margherita" è un testo
complesso, che alla presa in esame di problemi come il rapporto tra
bene e male, umanità ed eternità ******* e Ponzio Pilato), ruolo del
letterato, censura e via dicendo, affianca anche una rappresentazione
impietosa dell'effimera, miope burocrazia sovietica, del tutto incapace
di cogliere l'afflato divino (per quanto di segno negativo) che si cela
dietro la visita di Satana e dei sui diavoli a ******* e nella sua
grottesca messa a soqquadro dell'ordine costituito e della legalità.

Ma la sua critica è trasparente, per quanto metaforica, anche in opere *******

"Uova fatali": uno scienziato scopre un "raggio rosso" in grado di
sviluppare in maniera straordinaria la crescita e le dimensioni di
organismi viventi. Il direttore bolscevico di un sovchoz si
impadronisce del raggio per irradiare delle uova di gallina, in modo da
contrastare un'epidemia che sta uccidendo tutte le galline dell'URSS.
Ma per errore, vengono irradiate uova di rettile. I mostri così
prodotti mettono a rischio tutta la ******* e lo scienziato prima
idolatrato, finirà per essere ucciso da una folla inferocita

"Cuore di Cane" un altro professore, tramite trapianto riesce a far
evolvere un cane in un essere umano ragionante e parlante. Ma
l'operazione si rivelerà un fallimento: il neoumano è così cattivo,
sgradevole e malvagio, accampa tali pretesi "diritti", compreso quello
di accoppiarsi con una donna "vera" che il professore finirà per
ritrasformarlo in un cane.

Naturalmente Bulgakov ebbe problemi innumerevoli e serissimi con la
censura sovietica: lo stesso suo capolavoro venne pubblicato incompleto
solo molti anni dopo la sua morte, in URSS e molte sue opere che qui
tralascio di menzionare per brevità, subirono un divieto di
pubblicazione, o vennero ritirate pochi giorni dopo la comparsa, fu
oggetto di attacchi personali pesantissimi dalle associazioni di
letterati e dalle riviste "ufficiali2 e via dicendo.

E' tuttavia degno di nota che Stalin in persona ebbe grande
considerazione per Bulgakov letterato. Gli telefonò personalmente per
invitarlo a non lasciare la ******* occasionalmente lo difese dai
peggiori attacchi. Nella mia edizione de "La Guardia bianca", un
romanzo derivato da "I giorni dei Turbìn", un'opera nella quale le
vicende di una famiglia di ufficiali zaristi "bianchi" durante gli anni
ruggenti della rivoluzione russa vengono presentate in luce favorevole
ed eroica si riporta che Stalin in persona ebbe ad intervenire in
favore dell'opera. sostenendo che se la Rivoluzione aveva potuto
trionfare di personaggi come i Turbìn, allora la RIvoluzione stessa
sarebbe apparsa al lettore come un'effettiva necessità storica
ineluttabile.

Di questo strano ed ambiguo rapporto personale con Stalin, e in
generale del rapporto tra letterato ed autocrazia, ancora una volta
Bulgakov fa metafora nel suo "Vita di Moliére", il tormentato e
complicato rapporto tra Luigi XIV e il grande comme*****grafo francese,
il Re che consente la pubblicazione de "Il Tartufo" malgrado le
proteste dei *****iti perché Molère esalta la SUA legge e via dicendo.
Ma non c'è nulla di laudatorio o di encomiastico verso Stalin e la
dittatura, nell'opera: al contrario con il suo lucido ed amaro
pessimismo, Bulgakov mette in luce come al fondo le ragioni di un
autore libero siano incompatibili con le necessità di un potere
autoritario, le occasionali libertà che un dittatore può consentire ad
uno scrittore sulla base di un certo apprezzamento personale non vanno
oltre quelle concesse ad un animaletto domestico, e lo stesso Molière
finirà i suoi giorni amareggiato, rimpiangendo la fiducia a suo tempo
nutrita nei confronti del Re...

(Salvo e&o ovviamente: l'ho scritto parecchio a braccio, questo post)
Bhisma 23 Set 2017 11:16
Bhisma wrote:

> "Cuore di Cane" un altro professore, tramite trapianto riesce a far
> evolvere un cane in un essere umano ragionante e parlante. Ma
> l'operazione si rivelerà un fallimento: il neoumano è così cattivo,
> sgradevole e malvagio, accampa tali pretesi "diritti", compreso quello
> di accoppiarsi con una donna "vera" che il professore finirà per
> ritrasformarlo in un cane.

(Per quanto magistralmente scritta questa è secondo me l'opera più
compiutamente reazionaria di Bulgakov che conosco... sempre parere
personale, naturalmente :-D)
Bhisma 23 Set 2017 11:30
Bhisma wrote:

> E' tuttavia degno di nota che Stalin in persona ebbe grande
> considerazione per Bulgakov letterato. Gli telefonò personalmente per

Noto, approfondendo un po' la ricerca sul web che Bulgakov restò
vivamente impressionato da questa telefonata di Stalin, al punto da
rappresentare nelle opere successive personaggi che in seguito alla
telefonata del dittatore restano scioccati e ammutoliti per giorni.

E' difficile immaginarlo per me, ma è anche da particolari del genere
che si capisce come per molti russi, e non solo per quelli a lui
favorevoli, Stalin fosse assurto a figura mitica, una specie di ******* in
terra...
Bhisma 23 Set 2017 11:38
Bhisma wrote:

> Ma non c'è nulla di laudatorio o di encomiastico verso Stalin e la
> dittatura, nell'opera: al contrario con il suo lucido ed amaro
> pessimismo, Bulgakov mette in luce come al fondo le ragioni di un
> autore libero siano incompatibili con le necessità di un potere
> autoritario,

http://www.corriere.it/lettere-al-corriere/14_dicembre_18/-STALIN-E-L-INTELLIGHENZIA-DA-BULGAKOV-A-EISENSTEIN_32f2e2c8-868b-11e4-bef5-43c0549a5a23.shtml

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